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A casa con vomito e diarrea, italiani alle prese con il virus intestinale
Sempre più italiani sono costretti a casa a causa dei virus intestinali che, con l’arrivo dell’inverno, e con la complicità del calo delle temperature e del cambio di stagione, stanno colpendo in modo massiccio diverse fasce della popolazione. Nausea, vomito, diarrea e spossatezza sono i sintomi più comuni di queste infezioni, spesso rapide nella comparsa ma altrettanto rapide nel contagio. A favorirne la diffusione, come ogni anno, sono l’aumento della socialità al chiuso, il calo delle temperature e la naturale circolazione stagionale degli agenti virali.
Il polso della situazione, in particolare, è evidente nelle scuole, dove si registra un numero significativo di assenze. È questo, ad esempio, il caso della Lombardia, dove asili nido e scuole dell’infanzia sono tra le più colpite, non solo dal boom dei virus intestinali ma anche da una parallela crescita dei virus respiratori, compresa l’influenza. I più piccoli, che trascorrono molte ore in ambienti condivisi e hanno un sistema immunitario in via di formazione, diventano involontariamente un importante veicolo di trasmissione, portando poi l’infezione anche all’interno delle famiglie.
Nonostante l’aumento dei casi, il picco stagionale è ancora lontano. Negli ultimi anni, infatti, la massima circolazione di virus intestinali e influenzali si è registrata tra fine dicembre e inizio febbraio: un periodo caratterizzato da spostamenti, incontri familiari, feste e successivo rientro a scuola e al lavoro. È in quelle settimane che le curve epidemiologiche hanno tracciato un’impennata, con migliaia di persone costrette a letto o comunque impossibilitate a svolgere le attività quotidiane.
Quest’anno lo scenario sembra avviarsi nella stessa direzione, con una crescita costante dei casi già a novembre e dicembre. I pronto soccorso registrano un aumento degli accessi per disturbi gastrointestinali, anche se nella maggior parte dei casi non si tratta di forme gravi. La durata del malessere varia generalmente da 24 a 72 ore, ma lascia un consistente senso di affaticamento, motivo per cui molte persone preferiscono restare a casa anche dopo la scomparsa dei sintomi più acuti.
La diffusione dei virus intestinali è, purtroppo, un appuntamento quasi fisso della stagione invernale. Una combinazione di fattori climatici e comportamentali continua a favorire il contagio, soprattutto tra bambini e famiglie. Ma, come ogni anno, alla fine della stagione invernale si capirà se il picco avrà seguito o superato quello degli scorsi anni.










