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29 ottobre, giornata mondiale per la lotta all'Ictus

29 ottobre - Giornata mondiale lotta all'ictus

Giornata mondiale lotta all'ictus

OGGI È LA GIORNATA MONDIALE PER LA LOTTA ALL’ ICTUS: UN MALE PREVEDIBILE E TRATTABILE SE RICONOSCIUTO IN TEMPO.
Ictus Nel mondo l’ictus è responsabile di 5,7 milioni di morti all’anno ed è al secondo posto come causa di morte dopo l’infarto cardiaco. È anche la causa più importante di invalidità e può colpire chiunque indipendentemente da età, sesso, razza, nazione
L’ictus in Italia è la terza causa di morte, la seconda di demenza e la prima di disabilità.
Stando alle statistiche, sono circa 200.000 le persone in Italia che ogni anno sono colpite dall’ictus e quasi un milione convive con conseguenze invalidanti.
Va sottolineato anche che l’Italia risulta essere il Paese con l’incidenza più alta di quella della media europea.
I fattori di rischio ben documentati sono: ipertensione, diabete, fumo, cardiopatie (soprattutto fibrillazione atriale), stenosi carotidea e iperomocisteinemia, quelli invece probabili sono: ipercolesterolemia, eccessivo uso di alcoolici, vita sedentaria, aneurisma del setto, placche in arco aortico, emicrania, trombofilia, infezioni, uso di contraccettivi orali e uso di droghe.
È possibile ridurre il rischio di ictus seguendo alcuni semplici consigli, come controllare la pressione, il colesterolo e la glicemia; mangiare sano e perdere il peso in eccesso; fare attività fisica, non fumare e non assumere stupefacenti.
La letteratura scientifica indica nella Stroke Unit, unità ospedaliera di assistenza dedicata ed esperta, come lo strumento più potente ed efficace per ridurre gli esiti invalidanti e in grado di migliorare i risultati in termini di mortalità e disabilità.
Le Stroke Unit garantiscono terapie (tra cui la trombolisi e i trattamenti endovascolari) efficaci se attuate in tempo: il ritardo nel soccorrere un paziente colpito da ictus è il principale responsabile della bassa percentuale di pazienti trattati. Il tempo quindi è un fattore determinante, ma non solo, bisogna anche incoraggiare la creazione di team multidisciplinari esperti, che traducano l’evidenza in pratica clinica.
Con le nuove indicazioni riportate dal decreto Lorenzin del 2 aprile 2015 sugli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera italiana, il numero delle Stroke Unit dovrà all’incirca raddoppiare soprattutto nelle regioni meridionali.
Per celebrare la giornata mondiale per la lotta contro l’ictus, diverse regioni italiane si sono mobilitate. C’è chi, come la Toscana, ha proposto dei video e spot radiofonici per sensibilizzare l’opinione pubblica, e chi, come la Società Italiana di Studio dello Stroke e il Dipartimento di Neuroscienze e Salute Mentale della Città della Salute di Torino, diretto dal professor Lorenzo Pinessi, ha messo a disposizione i propri mezzi e la professionalità per eseguire uno screening preventivo gratuito con misurazione di pressione, glicemia e colesterolemia ed effettuazione di MoCA test per il rilievo di sottili deficit cognitivi.
Lo scopo dell’iniziativa, essendo il Piemonte tra le regioni italiane più colpite dall’ictus, è quello di render noti al pubblico i concetti prioritari nella lotta all’ictus individuati dall’American Heart Association con il consenso della comunità scientifica internazionale.
Molto si può  e si deve fare per prevenire e trattare l’ictus e per riabilitare coloro che ne soffrono perché purtroppo oggi, nonostante l’informazione, ancora non si conoscono bene i rischi, la prevenzione e come riconoscere i sintomi.

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