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14 NOVEMBRE, WORLD DIABETES DAY. IL DIABETE COINVOLGE OGNI FAMIGLIA. PUOI RICONOSCERE I SEGNALI D’ALLARME NELLA TUA? Le attività di sensibilizzazione e prevenzione organizzate sul territorio italiano

Il diabete è una delle malattie croniche più diffuse al mondo ed è in crescita in molti Paesi, soprattutto in quelli a basso e medio reddito, tanto che si stima che nel 2040 ci saranno quasi 650 milioni di malati e la patologia sarà la settima principale causa di morte a livello globale.
Stando agli ultimi dati sono 425 milioni le persone al mondo colpite da diabete e 1 su 2 non ne è consapevole.
In Italia ci sono circa 3,9 milioni di persone che soffrono della malattia.
Per sensibilizzare l’opinione pubblica anche quest’anno il 14 novembre  – data di nascita di Frederick Banting il co-scopritore dell’insulina nel 1922 con Charles Best – si celebra il World Diabetes Day, evento istituito nel 1991 dall’International Diabetes Federation e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Nel nostro Paese l’organizzazione della Giornata dedicata è dell’Associazione Diabete Italia.
In 500 città italiane fino al 18 novembre sono previste attività come: convegni, conferenze stampa e dibattiti pubblici. Inoltre, sarà possibile, compilando un apposito questionario, calcolare il rischio di sviluppare il diabete. Presso alcuni ambulatori del territorio e in oltre 200 farmacie si potrà anche eseguire un test di screening. Per trovare l’evento più vicino cliccare il link.
Il diabete è un gruppo di malattie metaboliche che hanno come manifestazione principale un aumento di concentrazione di glucosio nel sangue (iperglicemia). Responsabile di questo fenomeno è un difetto assoluto o relativo di insulina che consente all’organismo di utilizzare il glucosio per i processi energetici all’interno delle cellule. Quando l’insulina è prodotta in quantità non sufficiente dal pancreas oppure le cellule dell’organismo non rispondono alla sua presenza, nel sangue si avranno livelli di glucosio più alti del normale (iperglicemia) favorendo, così, la comparsa del diabete. Due sono le forme principali: il diabete di tipo 1 e il diabete di tipo 2. Il diabete di tipo 1, pur insorgendo ad ogni età, colpisce prevalentemente bambini e adolescenti. Diverse evidenze indicano che si tratti di una malattia autoimmunitaria (l’organismo distrugge parte delle sue stesse cellule). I fattori di rischio non sono conosciuti con certezza, ma alcuni esperti hanno ipotizzato un coinvolgimento di infezioni virali intrauterine, predisposizione genetica ed altri. Il diabete di tipo 2 insorge tendenzialmente in età adulta e il rischio di comparsa aumenta con l’età. Ha solitamente un esordio più lento e progressivo rispetto al diabete di tipo 1.
Quali sono i segnali d’allarme ai quali prestare attenzione?
I segnali da non sottovalutare sono: inspiegabile perdita di peso, un’estrema stanchezza, un senso intenso di sete, minzione frequente e una lenta guarigione delle ferite.
In occasione della Giornata Mondiale del Diabete Medicina fisica, portale dedicato alla medicina fisica e riabilitativa, ha realizzato un’interessante infografica grazie alla quale è possibile leggere tutte le principali informazioni in merito alla patologia.
Tra i fattori di rischi accertati vi sono: sovrappeso/obesità, dieta sbilanciata, vita sedentaria, valori alti di colesterolo e/o trigliceridi nel sangue, familiarità e ipertensione.
Secondo la Società italiana dell’Ipertensione Arteriosa (SIIA ) chi soffre di diabete deve stare attento alla pressione alta.
Normalmente – si legge nella nota –  la prevalenza dell’ipertensione arteriosa nella popolazione adulta è pari a circa il 35% ma questa percentuale sale nel diabetico sino al 70%, anche all’80%. Purtroppo in Italia non c’è una appropriata cultura della prevenzione e del controllo di questo fattore di rischio. Basta pensare che un italiano su tre non sa di avere la pressione alta.
“Un diabetico di tipo 2 – ha dichiarato Claudio Ferri, Presidente della SIIA – deve controllare non solo la glicemia, ma anche la pressione arteriosa. Una pressione elevata, se non curata, può dar luogo a complicanze a carico di cuore, cervello e/o rene, ovvero infarto del miocardio, infarto cerebrale e/o insufficienza renale cronica, senza dimenticare la malattia vascolare degli arti inferiori, i disturbi della sfera sessuale e/o cognitivi”.
L’ipertensione arteriosa è comunemente asintomatica, ma può manifestarsi con alcuni sintomi non correlati che possono svelare la presenza di pressione elevata (cefalea, vertigini, acufeni e/o disturbi della sfera sessuale). Tra i fattori di rischio favorenti la comparsa di ipertensione sono il fumo, l’obesità, la dieta scorretta con uso eccessivo di sale, la sedentarietà e lo stress. Tra le patologie concomitanti, oltre al diabete mellito, ci sono anche malattie renali, cardiache e/o cerebrovascolari.
“E’ un vero peccato che l’attenzione nei confronti della pressione arteriosa, malgrado tutti i nostri sforzi educazionali, sia ancora non soddisfacente – ha affermato Ferri -visto che tre italiani ipertesi su dieci non sanno di avere la pressione alta e non c’è l’abitudine di controllare la pressione arteriosa a casa propria anche se si è sani, sebbene gli apparecchi validati in commercio siano di modesto costo, ma affidabili”.
Adottare uno stile sano che prevede una dieta equilibrata, un regolare esercizio fisico, una terapia a base di insulina e dei farmaci orali ipoglicemizzanti, previene fino all’80% dei casi di diabete di tipo 2.
E’ anche importante evidenziare anche che spesso c’è una correlazione tra il diabete ed altre patologie, come ad esempio con la parodontite. Secondo la Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP) chi soffre di diabete ha un rischio tre volte superiore di ammalarsi di parodontite e, viceversa, chi soffre di parodontite ha una maggiore tendenza a sviluppare il diabete.
A tal proposito, in occasione della Giornata Mondiale del Diabete, anche gli odontoiatri saranno nelle piazze per dare le giuste informazioni sull’importanza della salute orale e per somministrare un questionario di screening.
La parodontite, o piorrea, è una malattia infiammatoria cronica tra le più diffuse del mondo e coinvolge i tessuti di sostegno del dente, dalla gengiva all’osso. “La parodontite, se non trattata, non solo può portare alla perdita dei denti – ha affermato Mario Aimetti, Presidente della SIdP – ma è anche la seconda causa di infiammazione cronica sistemica dopo l’obesità. Questo impatto sistemico influenza anche l’insorgenza e il decorso del diabete. La maggiore suscettibilità alla parodontite nei diabetici è, infatti, dovuta alla risposta immunitaria alterata verso i batteri presenti nella placca batterica, causa d’insorgenza della parodontite. Esiste poi una relazione diretta tra la gravità e l’estensione della parodontite e il peggioramento del controllo glicemico: un diabete poco controllato provoca un incremento dell’attività di distruzione del collagene parodontale”.
La paradentite deve essere trattata nelle fasi iniziali.
“Tra diabete e parodontite –  ha spiegato Luca Lione, diabetologo e odontoiatra  – c’è una corrispondenza biunivoca: il soggetto con diabete ha una tendenza a sviluppare la parodontite e il soggetto con parodontite ha una tendenza a sviluppare il diabete. La parodontite inoltre è l’unica complicanza del diabete che, se curata, cura anche la patologia principale. Purtroppo manca ancora molta consapevolezza nei pazienti. Eppure basterebbe un poco di prevenzione in più per evitare i casi più gravi. Con un costo contenuto, la parodontite può essere prevenuta e trattata con successo nelle fasi iniziali”.
“Diabetologo e odontoiatra – ha detto – devono operare in stretta collaborazione. Il primo deve invitare il paziente a controlli specifici anche in assenza di sintomi, mentre l’odontoiatra deve informare il paziente sull’associazione tra parodontite e altre patologie tra le quali il diabete e in caso di gravità dei sintomi e familiarità col diabete consigliare una visita specialistica”.
Prevenire è meglio che curare.
Sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti della malattia grazie all’informazione è un’azione molto importante per ridurre i rischi e fornire una maggiore conoscenza nei confronti della patologia.
Motivo per il quale Mutua Mba, società di mutuo soccorso leader in Italia sul panorama della Sanità integrativa, pone sempre la massima attenzione all’innovazione nelle cure anche alla luce dei progressi della ricerca medica e scientifica e crede fermamente nella prevenzione valorizzandone l’importanza sociale come unico strumento per poter garantire un miglior benessere, non solo economico, della collettività.
Fonte dell’immagine: Medicinafisica.it
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