Welfare aziendale: i vantaggi per i dipendenti e l’azienda

Nicoletta Mele

Nicoletta Mele

Laureata in scienze politiche. Dal 2001 iscritta all’ Ordine Nazionale dei Giornalisti. Ha collaborato con testate giornalistiche e uffici stampa. Dopo aver conseguito il master in “ Gestione e marketing di imprese in Tv digitale”, ha lavorato per 12 anni in Rai, occupandosi di programmi di servizio e intrattenimento. Dal 2017 è Direttore Responsabile di Health Online, periodico di informazione sulla sanità integrativa.
Nicoletta Mele

Dragonetti: “Il 62% dei dipendenti esprime parere positivo sul welfare aziendale, diventato una opportunità per molte imprese che lo offrono come incentivo”.

Sono tante le grandi, medie e piccole aziende che si stanno orientando nel convertire in servizi per i propri dipendenti quella quota in denaro versata in busta paga destinata all’assistenza. E’ il welfare aziendale, uno strumento che ha fatto il suo ingresso con la legge di stabilità 2016, che potrebbe arrivare a sfiorare i 21 miliardi se coinvolgesse tutti i lavoratori del settore privato e corrisponderebbe a quasi una mensilità di stipendio in più l’anno. Questi dati sono emersi dal Primo Rapporto Censis-Eudaimon presentato lo scorso gennaio.

La legge di stabilità 2016 ha introdotto una serie di norme – tra le quali la detassazione dei premi delle aziende,  previdenza, sanità integrativa, assistenza agli anziani e alle famiglie non autosufficienti –  dati ai dipendenti come welfare aziendale. Questo ha contribuito al boom del welfare aziendale nel 2017. Secondo i dati forniti dal Ministero del lavoro, degli oltre 8000 contratti aziendali e territoriali attivi, quasi 3500 prevedono misure di welfare.

Dal 2010 a monitorare la diffusione è Assolombarda: in 6 anni si è registrato un aumento della quota tra le sue associate fino al 52%. Le imprese dei territori di Milano, Monza e Brianza e Lodi investono in misura significativa nel “benessere” dei propri dipendenti: in media il 2,4% del budget dedicato al personale, molto più – ad esempio – di Brescia (1,6%) e Torino (1,7%). Quali sono i vantaggi per l’azienda e per il dipendente? Quali sono gli effetti positivi in termini di produttività?

Mutua Mba, società di mutuo soccorso leader in Italia per numero di associati, l’ha chiesto a Luciano Dragonetti, consigliere di amministrazione e Vice presidente di ANSI Associazione Nazionale di Sanità Integrativa e Welfare.

“Fare Welfare significa prendersi un impegno sociale nei confronti dei lavoratori il cui benessere è al centro degli interessi dell’azienda. Lavoratore ed Impresa, è sempre più un valore indissolubile. Il Welfare restituisce all’impresa lungimirante che crede nelle proprie risorse la motivazione e la fedeltà delle stesse, elementi imprescindibili per costruire le nuove sfide che i nuovi mercati ci stanno delineando.”

La Salute e la Prevenzione sono i benefit più richiesti dai lavoratori. Questo è un dato che conferma che si sta andando verso la direzione giusta, con la costruzione di un sistema di welfare che realmente risponde a bisogni delle persone, è così?

“Il Welfare aziendale sta progressivamente e significativamente occupando il panorama della contrattazione sia nazionale sia decentrata e, più in generale, costituisce un asse di crescente importanza per una migliore combinazione dei risultati aziendali con il benessere dei lavoratori in quanto persone. Tali strumenti sono stati più recentemente incentivati in modo interessante dalle ultime due leggi di stabilità, che hanno permesso di tradurre in servizi di welfare personale, laddove definiti dalla contrattazione collettiva, gli incrementi dei premi di produttività aziendali, realizzando una netta convenienza fiscale e una estensione, rispetto al passato, dei servizi di welfare contemplati in questa schiera di soluzioni. Il 62% dei dipendenti esprime parere positivo sul welfare aziendale, diventato una opportunità per molte imprese che lo offrono come incentivo. Il concetto di base condiviso tra impresa e lavoratori è la nuova leva strategica su cui si fonda la moderna organizzazione del lavoro e lo strumento con il quale è possibile realizzarlo è il Welfare Aziendale. Sono numerosissime le aziende che stanno adottando e potenziando i propri piani di welfare e anche il gradimento risulta essere alto e condiviso. Da strumento per pochi pionieri il Welfare aziendale è divenuto (grazie anche alle riforme, come la legge di stabilità 2016) uno strumento utilizzato da tante PMI. Questo strumento crea un vero valore aggiunto ed è importante sottolineare come la Salute e la Prevenzione siano tra i benefit più richiesti dai lavoratori”.

Luciano Dragonetti Mutua Mba

Welfare e sanità integrativa. Nel 2011 l’ANSI  – Associazione Nazionale Sanità Integrativa e Welfare –  ha avviato azioni volte a cambiare lo scenario dei rapporti tra impresa e lavoratore. Di cosa si tratta?

“Ansi fin dalla sua costituzione ed in tempi lontani dalle recenti riforme, ha sempre riposto l’attenzione allo scambio mutualistico ed alla promozione della salute e del benessere all’interno dei luoghi di lavoro. Oggi ANSI è ancora in prima linea ed in collaborazione con società di statistica sta creando un vero osservatorio che riguarda i trend del welfare con particolare attenzione alla sanità integrativa. In particolare, promuove la diffusione della normativa e della sua accessibilità nelle aziende attraverso dei Promotori del Welfare, preparati dopo apposito Master interno”.

Health Point: prevenzione e assistenza a portata di mano. Cosa sono e quali sono le finalità?

 “Quello che è sempre mancato nella sanità italiana è stata la cultura della prevenzione ed oggi anche l’accessibilità. Tutto questo sono invece gli Health Point, dei centri di sanità leggera, di promozione della salute ed educazione sanitaria. Sono posizionati per lo più nei centri commerciali, in galleria proprio per essere in mezzo alla gente, accessibili, senza esami invasivi e presidiati da infermieri esperti di sanità digitale. È possibile effettuare televisite in sostituzione di quelle tradizionali, risparmiando tempo e soldi. Ben 40 misurazioni sono possibili, dal test del cammino all’esame predittivo del DNA, nutrigenetica e dietoterapia. Anche questi sono veri strumenti di Welfare Aziendale”.

 

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