Sei un’“allodola” o un “gufo”? Trova il tuo cronotipo

Alessandro Notarnicola

Alessandro Notarnicola

Mi occupo di giornalismo e critica cinematografica. Dopo la laurea in Lettere e Filosofia nel 2013, nel 2016 ho conseguito la Laurea Magistrale in "Editoria e Scrittura". Da qualche anno mi sono concentrato sull'attività della Santa Sede e sui principali eventi che coinvolgono la Chiesa cattolica in Italia e nel mondo intero.
Alessandro Notarnicola

Ognuno di noi ha un proprio cronotipo: si tratta di una caratteristica degli esseri umani che indica se desiderano essere maggiormente attivi in un dato momento della giornata. Ci sono i gufi, le allodole, il colibrì. Qual è il tuo?

Senza aver dormito nel corso della notte e senza essere riusciti a raccogliere le energie necessarie a sostenere la giornata è cosa davvero dura. Tuttavia c’è chi nelle ore notturne proprio non riesce a rilassarsi preferendo in tal maniera un riposo pomeridiano o persino mattutino. Da personaggi famosi a storici presidenti degli Stati Uniti d’America ciascuno ha un proprio cronotipo: si tratta di una caratteristica degli esseri umani che indica se desiderano essere maggiormente attivi in un dato momento della giornata. Spesso ci si riferisce a persone definite “allodole”, che si alzano di prim’ora al mattino e sono maggiormente attive nella prima parte del giorno. Poi ci sono le persone “gufo” che sono attive prevalentemente nel post pomeriggio e preferiscono andare a letto sul tardi.

I soggetti mattinieri hanno una marcia in più, ma solo perché i ritmi della società sono dalla loro parte. Non cambia niente, tuttavia, per tutti coloro che sono più energici in altri periodi della giornata. Anzi, forzare l’organismo a cambiare il proprio cronotipo non è per nulla raccomandabile: “Non possiamo forzare il nostro orologio biologico a cambiare perché il cronotipo di ogni individuo è determinato in maniera preponderante dalla genetica”, ha informato Sara Montagnese, ricercatrice al dipartimento di medicina dell’università di Padova. “Anche perché – ha aggiunto – è fondamentale non far inceppare il nostro orologio endogeno, importantissimo nella regolazione della produzione di diversi ormoni, oltre che garantirci uno stato di salute sano”.

Solo il 10% della popolazione mondiale presenta un cronotipo mattiniero. I soggetti “allodola” hanno la cosiddetta “Sindrome da sonno anticipato” tanto è vero che potrebbero volentieri andare a dormire alle 21 per poi rialzarsi, senza alcuna stanchezza, alle 6. Queste persone possono infilarsi sotto le coperte all’orario prestabilito e svegliarsi prestissimo senza subire rallentamenti, talvolta anche spontaneamente. Chi appartiene a questo modello circadiano spesso dichiara di non riuscire a svolgere attività serali a causa di stanchezza o sonnolenza, quindi, per queste persone la sera o il tardo pomeriggio rappresenta il periodo di forte calo energetico.

Con le allodole, in picco massimo di rendimento si verifica in tarda mattinata, in genere prima di pranzo.

Inoltre, stando a Psychology Today tutte le persone che vanno a letto tardi, pur non avendo una marcia in più, sono le più intelligenti. Una ricerca che concorda con quella del professor Satoshi Kanazawa che ha condotto un esperimento per trovare riscontro a tale tesi. I risultati hanno mostrato come le persone con un QI più alto tendano a stare svegli la notte tardi e ad alzarsi tardi la mattina. Altro discorso invece riguarda i nottambuli. Gli essere umani sono degli animali prevalentemente diurni, ciò non esclude tuttavia la presenza di soggetti che vivono la notte. Gli amanti della notte possono essere di due tipi: quelli che non riescono a dormire prima della mezzanotte, e quelli che si appisolano con le prime ore dell’alba. Tra i nottambuli della storia ci sono Barak Obama e Winston Churchill, artisti come Marcel Proust o Kafka, e noti malfattori come Jack lo Squartatore o Adolf Hitler.

Oltre al gufo e all’allodola c’è una terza classe di persone, i “colibrì”. Questo terzo tipo di cronotipo è il più flessibile e fortunato. Non ha un modello “prestabilito” e riesce ad adattarsi alle esigenze imposte dal mondo del lavoro. Trattandosi di un cronotipo intermedio il soggetto è elastico presentando una capacità di adattamento a impegni differenti. Tale modello intermedio interessa il 70% della popolazione.

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