Toetva: asportare la tiroide senza cicatrici sulla pelle

Nicoletta Mele

Nicoletta Mele

Laureata in scienze politiche. Dal 2001 iscritta all’ Ordine Nazionale dei Giornalisti. Ha collaborato con testate giornalistiche e uffici stampa. Dopo aver conseguito il master in “ Gestione e marketing di imprese in Tv digitale”, ha lavorato per 12 anni in Rai, occupandosi di programmi di servizio e intrattenimento. Dal 2017 è Direttore Responsabile di Health Online, periodico di informazione sulla sanità integrativa.
Nicoletta Mele

Asportare la tiroide senza lasciare cicatrici visibili sulla pelle è possibile, con TOETVA, una tecnica ideata in Thailandia tre anni fa e ora utilizzata anche nel nostro Paese.

Asportare la tiroide senza lasciare cicatrici visibili sulla pelle è possibile. Si chiama TOETVA, acronimo inglese di “tiroidectomia endoscopica transorale con approccio vestibolare” la tecnica utilizzata ed ideata, circa 3 anni fa in Thailandia e poi validata da un gruppo di studio internazionale. La tiroide viene raggiunta senza incidere la cute, attraverso l’intervento di sottili strumenti endoscopici si crea un accesso all’interno della bocca nella zona dove il labbro inferiore si congiunge con la gengiva. Viene poi eseguita una piccola incisione per inserire un sottile endoscopio passando sotto la pelle del mento e del collo. Gli strumenti chirurgici miniaturizzati guidati da una telecamera permettono di raggiungere la tiroide e preservare il nervo laringeo che innerva le corde vocali e le paratiroidi che regolano la concentrazione di calcio nel sangue.

Il principale vantaggio di questa tecnica è il risultato estetico, con l’eliminazione completa di cicatrici chirurgiche nel collo o in altre sedi visibili. Un ulteriore beneficio deriva dall’assenza di complicanze della ferita chirurgica, quali soprattutto il cheloide (crescita anomala di tessuto fibroso), l’ipertrofia della cicatrice, i sieromi e gli ematomi. La sutura all’interno del labbro provoca solo un po’ di fastidio e dopo una settimana è completamente rimarginata, ma ciò che stupisce è che i pazienti non hanno dolore postoperatorio, solo gonfiore fisiologico e passeggero.

Sono solo 25 i centri al mondo che applicano questa tecnica, tra cui sei negli USA, cinque in Italia, tra i quali l’Ospedale Santo Stefano di Prato,  ed oltre una decina in Asia. “All’Ospedale di Prato – ha spiegato il dottor Stefano Michelagnoli, direttore Dipartimento Chirurgico della USL Toscana Centro –  grazie alla quotidiana collaborazione tra i professionisti dedicati alla patologia endocrina del collo (tiroide e paratiroide) delle Unità operative di Chirurgia Generale, Otorinolaringoiatria, Medicina Nucleare e Medicina Interna, sono in grado di offrire ai pazienti affetti da tali patologie tutte le opzioni terapeutiche disponibili nel panorama medico, compresi interventi chirurgici mininvasivi innovativi come la TOETVA, tecniche alternative non chirurgiche come la termoablazione a radiofrequenza dei noduli tiroidei e la terapia con radioiodio”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *