Stress da lavoro, è sempre più diffuso

L’Italia detiene il primato del Paese con le più elevate percentuali di persone stressate a causa della propria attività lavorativa. La fascia di età è compresa tra 45 e i 55 anni e le più a rischio sono le giovani donne e madri perché la maggior parte di queste vengono assunte ancora con contratti precari. Ne abbiamo parlato con la dottoressa Deborah Trinchi, psicologa e psicoterapeuta.
Il lavoro, specialmente negli ultimi anni, risulta essere una delle maggiori fonti di stress. Quali sono i principali sintomi organizzativi dai quali si evincono malessere e disagio dei lavoratori?
I lavoratori lamentano stress dovuto a cattive condizioni dei trasporti, poca meritocrazia, e disparità di salario uomo donna, ma molto dipende dall’area in cui attuano.
In che modo è possibile distinguere lo stress lavorativo dallo stress generato da situazioni extra lavoro?
Lo stress comporta gli stessi sintomi indipendentemente da che cosa lo genera. Spesso le persone proiettano problemi personali sul lavoro, una serie di colloqui diagnostici con lo psicologo potrà chiarire meglio i fattori causali.
Quali sono i principali problemi psicologici provocati dallo stress da lavoro?
I sintomi sono gli stessi come dicevamo, lo stress è stress. Possono insorgere disturbi quali ansia, panico, disturbi digestivi, disturbi muscolotensivi come emicrania o psicosomatici di vario genere.
Gli ansiolitici riescono davvero ad attenuare, nel lungo periodo, i disturbi di vario tipo provocati da un lavoro eccessivamente stressante?
Gli ansiolitici sono un valido aiuto a breve periodo per contenere la situazione, che andrà poi risolta in psicoterapia.

Negli USA è diffuso il fenomeno “workaholism”, ovvero la dipendenza da lavoro. È presente in percentuali elevate anche in Italia e da cosa è provocato?
In Italia, a mio avviso, i dati sono diversi dagli USA per la differente condizione di rete sociale e familiare. Se questo avviene sicuramente riflette problemi personali maggiori o carenze affettive, che non dipendono dalla situazione lavorativa, oltre a pressioni da parte del mondo del lavoro.
Ha mai avuto pazienti affetti dalla sindrome precedentemente descritta? Se sì sono stati più uomini o donne?
No, ho avuto spesso pazienti in burnout lavorativo o “mobbizzati”. In egual proporzione uomini e donne.
Da un punto di vista psicologico, è stata mai dimostrata concretamente l’associazione tra stress lavorativo e aborto spontaneo?
Non sono a conoscenza di studi specifici sull’argomento. Sicuramente lo stress può portare problemi alla salute, se prolungato nel tempo, e se non curato e congiuntamente ad altre concause, può arrivare ad incidere sulla gravidanza. Un fenomeno non è mai monofattoriale ma esistono sempre diverse cause.
Ci dia una serie di consigli su come sia possibile, eventualmente, prevenire lo stress in ambito lavorativo.
Fornendo l’ambiente di lavoro di uno psicologo o team che organizza gruppi in cui vengono prese in carico le problematiche della comunicazione e delle relazioni tra i lavoratori. A livello singolo praticare attività di contenimento e rilassanti come yoga, mindfullness e meditazione, ecc.
Ai primi sintomi di stress cercare aiuto presso uno psicoterapeuta.
 
 

Beatrice Casella
Beatrice Casella
Laureata in economia internazionale e dello sviluppo, si è sempre appassionata del settore sanitario. Il tema della tesi di laurea triennale ha riguardato il tasso di mortalità infantile in Tanzania (paese dove ha vissuto alcuni anni). Per il suo master's degree si è concentrata sull'incidenza della politica e dell'economia nel garantire una salute globale. Praticante giornalista, ha lavorato a Milano con il Gruppo editoriale L'Espresso e attualmente lavora come Research Analyst per una società che si occupa di costruzioni sostenibili.
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