Stop alle diete dimagranti a base di anoressizzanti

Nicoletta Mele

Nicoletta Mele

Laureata in scienze politiche. Dal 2001 iscritta all’ Ordine Nazionale dei Giornalisti. Ha collaborato con testate giornalistiche e uffici stampa. Dopo aver conseguito il master in “ Gestione e marketing di imprese in Tv digitale”, ha lavorato per 12 anni in Rai, occupandosi di programmi di servizio e intrattenimento. Dal 2017 è Direttore Responsabile di Health Online, periodico di informazione sulla sanità integrativa.
Nicoletta Mele

Il ministero della Salute ha imposto il divieto ai medici di prescrivere e ai farmacisti di eseguire preparazioni magistrali a scopo dimagrante contenenti anoressizzanti, ovvero le sostanze medicinali Efedrina e Pseudoefedrina.

“Divieto di prescrizione e di esecuzione di preparazioni magistrali a scopo dimagrante contenenti le sostanze medicinali efedrina e pseudoefedrina”. E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto Ministero della Salute in vigore dal 14 agosto scorso. Con questo provvedimento si impone il divieto ai medici di prescrivere e ai farmacisti di eseguire preparazioni magistrali a scopo dimagrante contenenti le sostanze medicinali Efedrina e Pseudoefedrina, quest’ultima in quantitativi superiori a 2.400,00 mg per ricetta.  Il nuovo decreto, segue a quelli già emanati che hanno vietato la prescrizione e l’uso di altre sostanze per la preparazione magistrale di dimagranti come la fenilpropanolamina/norefedrina, pseudoefedrina, triac, clorazepato, fluoxetina, furosemide, metformina, bupropione e topiramato. Alcune delle molecole, spesso rinvenibili nei preparati magistrali anoressigeni, sono state ritirate dal commercio perché ad alto rischio di tossicità (ipertensione polmonare primitiva e valvulopatie cardiache con fenfluramina, dexfenfluramina, fendimetrazina e altri anfetaminici; ictus cerebrale emorragico con i simpati comimetici). Va inoltre evidenziato che non è stato dimostrato il mantenimento della riduzione del peso nel lungo periodo, né la riduzione della morbilità e mortalità correlate all’obesità.

Pertanto, le prescrizioni di preparati galenici di cui si parla sono non solo prive di “evidenza” scientifica e gravate da una tossicità inaccettabile, ma anche sprovviste di un razionalità che le renda plausibili. Alcune sentenze della Magistratura e diversi fatti di cronaca, come il caso accaduto qualche anno fa ad una donna di 50 anni che a causa di una dieta a base di pillole contenenti fenilpropanolamina – molecola anoressizzante, che inibisce l’appetito con il pericolo però d’ictus celebrali – l’avrebbe costretta sulla sedia a rotelle, togliendole anche la parola, hanno confermato la pericolosità di questi preparati per la salute dei cittadini. Questi farmaci consentirebbero di raggiungere lo scopo del dimagrimento in tempi rapidi, ma a scapito della salute e con il rischio di veder spezzata la propria vita. Con il decreto c’è stato un importante passo in avanti su un problema sottovalutato, nonostante i casi segnalati di decessi o gravi conseguenze per molti pazienti.

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