Smartphone e salute: le onde elettromagnetiche danneggiano la memoria dei teenagers

Nicoletta Mele

Nicoletta Mele

Laureata in scienze politiche. Dal 2001 iscritta all’ Ordine Nazionale dei Giornalisti. Ha collaborato con testate giornalistiche e uffici stampa. Dopo aver conseguito il master in “ Gestione e marketing di imprese in Tv digitale”, ha lavorato per 12 anni in Rai, occupandosi di programmi di servizio e intrattenimento. Dal 2017 è Direttore Responsabile di Health Online, periodico di informazione sulla sanità integrativa.
Nicoletta Mele

Lo smartphone, uno degli strumenti più usati al mondo, è ancora una volta sotto l’occhio del ciclone. L’uso degli smartphone avrebbe un effetto negativo sulla memoria figurativa dei giovani, collocata nell’emisfero destro del cervello. Tale associazione è risultata essere più evidente nei teenager che, per effettuare e ricevere le loro chiamate, utilizzavano abitualmente la parte destra del capo. Questo è quanto emerso da una nuova ricerca secondo la quale ci sarebbe una connessione tra utilizzo e danni alla memoria specialmente tra i più giovani. Un’equipe di esperti del Swiss Tropical and Public Health Institute, in Svizzera, un istituto pubblico associato dell’Università di Basilea e parzialmente sostenuto dal Consiglio federale svizzero e dal Cantone di Basilea-Città, ha analizzato un campione di adolescenti d’età compresa tra i 12 e i 17 anni, esposti ai cosiddetti campi elettromagnetici a radiofrequenza, ovvero le onde elettromagnetiche con frequenza compresa tra 300 kHz e GHz come quelli emanati dalle antenne per la diffusione del segnale radiofonico, del segnale televisivo o per telefonia cellulare.

“I nostri risultati – hanno spiegato i ricercatori –  indicano che le onde assorbite dal cervello sono responsabili delle associazioni che abbiamo osservato”.

Altri aspetti della comunicazione wireless, come i messaggi di testo, i videogiochi e le ricerche su internet, invece, sembrano causare un’esposizione solo «marginale» a queste onde nocive, e non sono state associate ad un’alterazione della performance mnemonica. “Una caratteristica speciale di questo studio è l’uso di dati estrapolati oggettivamente dai telefoni degli utenti attraverso le compagnie telefoniche Per esempio, i nostri risultati potrebbero essere influenzati dalla pubertà, che ha un impatto sia sull’uso del telefonino, sia sullo stato comportamentale e cognitivo dei partecipanti”.

I consigli dei ricercatori per evitare danni alla salute sono quelli di mantenere sempre al minimo il volume del cellulare durante le chiamate, soprattutto se usiamo cuffie o auricolari.

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