La sindrome del colon irritabile

Alessandro Viganò

Osteopata. Ho studiato osteopatia 5 anni full time al TCIO di Milano.
Alleno da 5 anni pallacanestro a livello giovanile e senior nella mia città d'origine (Seregno).
Sono una persona molto intraprendente, mi piace scrivere articoli specialistici sia legati al mondo medico-sanitario sia legati allo sport.

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Come mantenere l’intestino in buona salute ed evitare la sindrome del colon irritabile? Bastano piccoli accorgimenti…

Il colon è il tratto terminale dell’apparato dirigente e va dalla valvola ileociecale all’ano. Si divide in cieco, colo, sigma e retto. All’interno ci sono grandi quantità di muco, la cui funzione consiste nell’unire e lubrificare le varie sostanze per garantirne il passaggio nel retto e la successiva espulsione. Nell’intestino vengono assorbiti i sali e acqua, lo scarto solido forma le feci.

Il colon irritabile è una condizione molto comune che arriva a interessare il 10% della popolazione, soprattutto tra 20 e i 50 anni. Può provocare dolore addominale, alterazione della funzione intestinale (diarrea o stipsi), meteorismo, e molto spesso i fastidi si attenuano con l’evacuazione. Le cause sono complesse; nella maggior parte dei casi si ritiene che abbia un’origine psicosomatica, ma i principali fattori che la influenzano sono le abitudini alimentari scorrette, vita sedentaria e abusi di lassativi. Tra le possibili cause, ricordiamo anche i fattori infettivi diretti o indiretti, come uno squilibrio della flora intestinale in relazione alla terapia antibiotica.

Tale sintomatologia può confondersi con una serie di altre patologie, che devono essere escluse prima di concludere la diagnosi. La celiachia è una delle patologie da prendere in considerazione nella diagnosi. La prima fase diagnostica dovrà essere effettuata dal gastroenterologo, e poi magari dal dietologo i quali definiranno i possibili esami da fare e, nel caso in cui ci fosse bisogno, la possibile dieta e terapia.

Nella gran parte dei casi è sufficiente il dosaggio sierico degli anticorpi specifici; nei casi dubbi sono necessari ulteriori indagini di laboratorio e anche la gastroscopia per la valutazione istologica della mucosa duodenale. La “non-celiac gluten sensitivity”e, cioè l’intolleranza al glutine di soggetti non celiaci o altre forme di intolleranza o allergie alimentari richiedono allo stesso modo una preliminare valutazione dello specialista.

Riguardo al trattamento, sebbene le evidenze scientifiche non siano di primissimo livello, probiotici, simbiotici, fibre solubili e alcuni prodotti medicinali erbari possono essere presi in considerazione nel tentativo di migliorare i sintomi.

Per mantenere in salute l’intestino, evitando la sindrome del colon irritabile, bastano dei semplici accorgimenti:

  • Mantenere una buona situazione di flora batterica
  • Verificare la presenza di eventuali intolleranze alimentari
  • Controllare gli aspetti psicosomatici: il cervello e l’apparato gastrointestinale sono molto legati da un punto di vista neurologico quindi stress, ansia, depressione e paura alterano le secrezioni del tratto gastrointestinale e portano al proliferarsi di batteri dannosi
  • Una buona alimentazione equilibrata nei nutrimenti e nei tempi
  • Una buona attività fisica costante nel tempo.

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