Roma? La città più sporca d’Europa

Alessandro Notarnicola

Alessandro Notarnicola

Mi occupo di giornalismo e critica cinematografica. Dopo la laurea in Lettere e Filosofia nel 2013, nel 2016 ho conseguito la Laurea Magistrale in "Editoria e Scrittura". Da qualche anno mi sono concentrato sull'attività della Santa Sede e sui principali eventi che coinvolgono la Chiesa cattolica in Italia e nel mondo intero.
Alessandro Notarnicola

Un altro triste primato per la Capitale: secondo recenti dati Eurostat, Roma sarebbe infatti la città più sporca d’Europa.

Quasi come fossero due sorelle cresciute da padri diversi, le amministrazioni cittadine, ma da una madre comune, l’Europa. Si tratta di Ventspils in Lettonia e di Roma che, secondo i dati Eurostat, sarebbero rispettivamente la città più pulita e la più sporca d’Europa. Un dato che sicuramente non può essere assunto come un vanto per la città eterna che proprio in questi giorni è interessata dalla polemica delle pecore tosaerba avanzata dalla giunta Raggi su esempio di altre metropoli del vecchio continente.

Si tratta di una breve indagine prodotta da Eurostat per quanto riguarda la pulizia delle città. “In generale, sei molto soddisfatto, piuttosto soddisfatto, piuttosto insoddisfatto o per niente soddisfatto della pulizia della tua città?”. Era questo l’interrogativo posto tre anni fa, era il 2015, agli abitanti di 109 metropoli europee.

Tra queste, Ventspils in Lettonia si è affermata con quasi il 99% dei suoi abitanti soddisfatti o piuttosto soddisfatti della pulizia della. Ventspils è seguita da un’altra città lettone, Valmiera (97%), quindi appaiono Oviedo in Spagna e la città di Lussemburgo (entrambi al 95% di soddisfazione). Per quanto riguarda le capitali europee, i risultati di Eurostat mostrano “significative disparità di soddisfazione, con livelli che vanno dal 9% al 95%”. “Almeno l’80% degli abitanti era molto o piuttosto soddisfatto della pulizia della propria città a Lussemburgo (95%), Vienna (90%), Lubiana (88%), Riga (81%) e Helsinki (80%)”. Al contrario, “solo il 9% degli abitanti di Roma ha trovato abbastanza pulita la propria città”. Meno della metà della popolazione era soddisfatta della pulizia della propria città-capitale anche a Bratislava (28%), Sofia (29%), Bucarest (37%), Madrid (38%), Budapest (39%), Atene (41%), Berlino (45%), Bruxelles (47%) e Parigi (49%).

Stando agli stessi dati pubblicati, l’Urbe, città eterna, culla dei pontefici della Chiesa cattolica, madre dei progenitori romani e musa di Sorrentino, sarebbe pulita solo stando al giudizio del 9% dei cittadini. Un dato davvero distante da quello relativo le altre capitali europee: si va, come abbiamo visto, dal 95% di soddisfazione dei lussemburghesi al 90% dei viennesi, passando per il 49% dei parigini, il 41% degli ateniesi e il 38% degli abitanti di Madrid.

Diverso, invece, il discorso relativo le città più green del vecchio continente. Senza dubbio alcuno i Paesi più impegnati sul fronte della tutela dell’ambiente e della ecosostenibilità con politiche di efficientamento energetico e con una riduzione di emissioni di Co2 e di costi, sono quelli del blocco scandinavo, con la Svezia che guadagna la bandiera verde. A seguire Norvegia e Finlandia. Scendendo al quarto e quinto gradino, si posizionano Svizzera e Germania. Quindicesima la posizione guadagnata dall’Italia.

Copenaghen, tra le altre città, è modello indiscusso per la green economy: il sistema di trasporto pubblico è ben sviluppato, le macchine sono poche e, ogni giorno, vengono percorsi in bici più di 1 milione di km. Un negozio alimentare su dieci vende cibo biologico. E’ esempio anche per l’edilizia sostenibile, come conferma il complesso di Orestad City, a pochi km dalla Capitale, costruito in meno di un decennio.

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