Ricerca e salute: vaccino e immunoterapia contro il cancro al pancreas

Nicoletta Mele

Nicoletta Mele

Laureata in scienze politiche. Dal 2001 iscritta all’ Ordine Nazionale dei Giornalisti. Ha collaborato con testate giornalistiche e uffici stampa. Dopo aver conseguito il master in “ Gestione e marketing di imprese in Tv digitale”, ha lavorato per 12 anni in Rai, occupandosi di programmi di servizio e intrattenimento. Dal 2017 è Direttore Responsabile di Health Online, periodico di informazione sulla sanità integrativa.
Nicoletta Mele

L’approccio combinato tra nuove chemioterapie, nuovi farmaci immunoterapici e vaccini può rappresentare la soluzione per aumentare la sopravvivenza dei malati affetti dal cancro al pancreas.

Le ultime novità della ricerca per combattere il cancro al pancreas arrivano dall’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino, ritenuto il centro di eccellenza a livello nazionale per la diagnosi e cura del tumore pancreatico, dove qualche giorno fa, si è svolto un convegno dedicato agli sviluppi scientifici riguardo questa grave neoplasia. I ricercatori piemontesi guidati dal professor Francesco Novelli, ed i clinici dell’Oncologia del COES, lavorano a stretto contatto per individuare molecole presenti nel sangue, i cosiddetti “biomarkers”, utili per monitorare l’andamento della malattia prima e dopo la terapia.

Dopo aver scoperto che i pazienti affetti da tumore del pancreas con anticorpi anti-alfa enolasi rispondono meglio alle terapie antitumorali, è stato sviluppato un vaccino, risultato efficace nell’aumentare l’aspettativa di vita di animali da esperimento con tumore pancreatico.

“La maggior parte dei pazienti con tumore pancreatico produce anticorpi contro alfa-enolasi  ed i ricercatori del mio gruppo hanno dimostrato che i pazienti che hanno anticorpi anti-alfa enolasi nel sangue rispondono meglio alle terapie antitumorali”. Le parole del professor Novelli.

Si è quindi arrivati alla conclusione che l’approccio combinato tra nuove chemioterapie, nuovi farmaci immunoterapici e vaccini può rappresentare la soluzione per aumentare la sopravvivenza dei malati affetti da un tumore spesso mortale.

Le evidenze scientifiche più recenti della ricerca pre-clinica e delle possibili applicazioni in clinica, sono state presentate nel corso del convegno “La ricerca pre-clinica e l’approccio multidisciplinare nel tumore del pancreas: vantaggi e opportunità nella pratica clinica”.  Si è discusso anche delle innovazioni terapeutiche in grado di migliorare l’aspettativa e la qualità di vita, in particolare le nanotecnologie che hanno cambiato il paradigma di cura di questi pazienti e l’immunoterapia, alla quale sono rivolte le speranze future.

Proprio grazie all’efficacia delle nanotecnologie, negli scorsi anni è stato reso disponibile il nab-paclitaxel, un farmaco che, attraverso una innovativa piattaforma tecnologica, sfrutta le proprietà naturali dell’albumina come veicolo per colpire direttamente le cellule tumorali. Il Nab-paclitaxel, approvato nella UE come terapia di prima linea del carcinoma del pancreas metastatico in associazione a gemcitabina, è al centro di numerosi studi di associazione con altri principi attivi per migliorare ulteriormente la sopravvivenza dei pazienti affetti da tumore pancreatico.

Il pancreas è un organo del nostro corpo a forma di pera e si trova tra lo stomaco e la colonna vertebrale. È suddiviso in tre parti, la testa è la parte più grande, la mediana è il corpo e la coda è la parte più sottile.

Il tumore del pancreas è la quarta causa di morte per cancro in Europa e si ritiene che entro il 2020 supererà il cancro della mammella come seconda causa di morte per tumore.

Purtroppo per il cancro al pancreas le cause non sono ancora note, ma evitare di fumare, consumare poche bevande alcoliche e seguire una dieta ricca di frutta e verdura sono elementi importanti per una prevenzione efficace.

La maggiore incidenza si registra tra le persone con 60-70 anni d’età. Gli ultimi dati AIRTUM 2017 rilevano che a livello nazionale i nuovi casi attesi sono circa 13.700 con un trend di incremento dell’incidenza nel sesso maschile.

Ad oggi, la terapia più efficace per aggredire il tumore del pancreas è l’intervento chirurgico di asportazione di una parte o di tutto l’organo. L’intervento può essere svolto in maniera tradizionale, in laparoscopia oppure con la chirurgia robotica e varia a seconda della localizzazione della neoplasia. Per i tumori della testa del pancreas è indicato l’intervento di duodenocefalopancreasectomia che prevede l’asportazione in blocco di duodeno, ultima parte di stomaco, via biliare e testa pancreatica. In caso di tumori del corpo e della coda queste porzioni di pancreas vengono asportate in blocco con la milza, senza intaccare organi del tubo digerente.

Oggi, grazie ai progressi in campo di innovazione tecnologica è possibile effettuare una terza modalità di intervento mini-invasivo: la chirurgia robotica.

Mutua Mba, società di Mutuo soccorso leader in Italia per numero di associati, ha già analizzato l’argomento in un articolo pubblicato su la voce di Mba.

L’importanza della prevenzione come strumento indispensabile per agire tempestivamente e combattere le neoplasie è un concetto molto caro a Mutua Mba, che fa della prevenzione uno dei pilastri sui quali fonda la sua attività mutualistica perché crede fortemente che la salute dell’individuo e la sua capacità di vivere nel proprio contesto sociale passino da uno stile di vita sano e dal benessere psico-fisico.

Anche per la prevenzione del cancro al pancreas, il connubio tra la medicina e la tecnologia, ha fatto dei progressi. E’ stata infatti, presentata di recente un’applicazione da nome BiliScreen, in grado di dirci se siamo, oppure no, affetti dal cancro al pancreas. Tutti i dettagli sono stati pubblicati nell’articolo “Nasce il selfie che diagnostica il cancro al pancreas”.

pubblicato sul blog.

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