Quelle strane scosse alla testa

Giuseppe Iannone

Psicologo clinico e neuropsicologo, ha conseguito la Laurea in Neuroscienze Cliniche e Cognitive con specializzazione in Psicopatologia presso l’Università di Maastricht (Paesi Bassi). È iscritto all'Albo dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è sono autore di diverse pubblicazioni scientifiche. Possiede una seconda laurea in Pedagogia della Lingua e Cultura Italiana, conseguita a pieni voti presso l’Università per Stranieri di Siena e si occupa di consulenza linguistica e culturale in diverse aziende. Infine, è istruttore di tecniche di respirazione, di rilassamento, di training autogeno, di massaggio russo e di autodifesa presso la A.S.D. Systema Milano.

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È come se la testa tremi, vibri, come se il cervello fosse stato improvvisamente scosso da una forte scossa elettrica. La sensazione di scossa può limitarsi ad una piccola parte della testa oppure estendersi a tutta la testa.

I sintomi di solito durano pochi brevi momenti e poi scompaiono e si possono verificare raramente, frequentemente o essere presenti in modo persistente. Possono essere leggeri, moderati o gravi.

In assenza di una sottostante patologia organica, di una reazione avversa ai farmaci o di una sospensione improvvisa di un antidepressivo o di un farmaco anti-ansia, le scosse alla testa spesso si associano all’ansia e allo stress. Vediamo come.

Gli stati di ansia attivano una risposta di emergenza del corpo, chiamata anche risposta allo stress. Il rilascio nel flusso sanguigno di cortisolo (l’ormone dello stress) provoca specifici cambiamenti fisiologici, psicologici ed emotivi che preparano il corpo ad affrontare meglio la situazione stressante. Ma quando diveniamo eccessivamente stressati, livelli eccessivi di cortisolo possono indurre una serie di sintomi fisici, tra cui le scosse alla testa, che diventano allora indice di livelli di stress persistentemente elevati.

Le convulsioni altro non sono, in questi casi, che il risultato dell’ipereccitazione in un piccolo gruppo isolato di neuroni.

Nonostante questa sensazione possa essere inquietante per chi la vive non è pericolosa o dannosa, anzi tende a risolversi spontaneamente quando concediamo a noi stessi un po’ di tempo per rilassarci dall’accumulo di stress. Occorre considerare però che una volta che il corpo viene stressato al punto da produrre sintomi come questi, può volerci molto tempo prima che il corpo si riprenda. Infatti uno dei motivi per cui persistono questi tipi di sintomi è che il corpo non ha avuto abbastanza tempo per calmarsi e riprendersi.

Anche la preoccupazione per i sintomi può stressare il corpo e quindi interferire negativamente con il recupero. Smetterla di preoccuparsi è già un modo di aiutare il corpo a ritrovare la calma. Svolgere attività fisica moderata ma regolare, trovare del tempo per pregare o meditare, trascorrere tempo di qualità in famiglia, con gli amici o con il partner, sono tutti ottimi rimedi per ridurre i livelli di cortisolo e quindi diminuire lo stress.

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