Quel pasticciaccio europeo dell’Agenzia del farmaco

Alessandro Notarnicola

Alessandro Notarnicola

Mi occupo di giornalismo e critica cinematografica. Dopo la laurea in Lettere e Filosofia nel 2013, nel 2016 ho conseguito la Laurea Magistrale in "Editoria e Scrittura". Da qualche anno mi sono concentrato sull'attività della Santa Sede e sui principali eventi che coinvolgono la Chiesa cattolica in Italia e nel mondo intero.
Alessandro Notarnicola

Agenzia Europea del farmaco: che cosa sta succedendo?

Da quando il Regno Unito ha deciso di uscire dall’Unione Europea  molte cose nei rapporti tra le “due terre” sono cambiate e se da un lato della costa risuona ancora il tradizionale e sempiterno “God save the Queen”, oltre la Manica l’appello è uno e deciso “God save l’Ema”. Di che cosa si tratta? Stiamo parlando dell’Agenzia Europea del Farmaco che ha sede a Londra, ma che in seguito alla Brexit e alla conseguente uscita del Regno Unito dall’Unione Europea entro il 2019 si è reso necessario il suo trasferimento. Il 20 novembre scorso i ministri per gli Affari europei dei 27 paesi membri dell’Unione Europea hanno votato tra le 19 città candidate: dopo la terza e ultima votazione, dove Amsterdam e Milano avevano ottenuto entrambe 13 voti, Amsterdam aveva vinto il sorteggio finale. Ma il palazzo che dovrebbe ospitare l’agenzia del farmaco non solo non è ancora pronto ma non esiste ancora. Un vero pasticcio per l’Unione Europea!

In tal senso, è intervenuto il sindaco di Milano Giuseppe Sala che ha annunciato un ricorso da parte del governo italiano per rimettere in discussione l’assegnazione dell’Agenzia Europea. Inoltre, un ulteriore ricorso sarà presentato dalla città di Milano al Tribunale dell’Unione europea. Il cattivo e per niente avanzato stato dei lavori dell’edificio è stato portato all’attenzione di tutti i Paesi membri dell’UE proprio dal direttore di EMA, Guido Rasi. “Nelle scorse settimane – ha spiegato Rasi – abbiamo avuto ampie discussioni sulla selezione di un edificio temporaneo. Entrambe le parti hanno convenuto che gli edifici inizialmente proposti non erano pienamente adatti allo scopo e che, pertanto, i nostri partner olandesi hanno dovuto trovare un’altra opzione. Ciò ha richiesto più tempo del previsto, ma sono lieto che ora abbiamo trovato una soluzione. Tuttavia questa non è una soluzione ottimale, avremo solo la metà dello spazio rispetto alla nostra sede attuale a Londra”. Trasloco che causerebbe alti costi e ulteriori difficoltà logistiche e di tempo, pertanto l’EMA non riuscirà ad essere attiva dal 30 marzo 2019, giorno in cui la Brexit entrerà in vigore.

Istituita nel 1995 l’Agenzia oggi conta quasi 900 dipendenti, un numero considerevole vista l’importanza che l’organismo riveste non solo per l’Europa ma anche per il mondo. Sin da quando è stata pensata, da poco era nata la stessa Unione Europea, l’EMA garantisce la valutazione scientifica, la supervisione e il controllo della sicurezza dei medicinali per uso umano e veterinario nell’UE. Essa opera in forte collaborazione con le autorità nazionali di regolamentazione dei paesi dell’UE e con la direzione generale della Salute della Commissione europea, una collaborazione nota come rete europea di regolamentazione dei medicinali. Inoltre, ha un rapporto diretto con i pazienti, gli operatori sanitari e il mondo accademico e collabora anche con le agenzie omologhe, si pensi al Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) e all’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA). Il 2017, inoltre, si è concluso con un dato più che positivo per l’Agenzia UE dei medicinali: l’ente regolatorio ha dato infatti 92 opinioni positive alle domande di approvazione presentate, il via libera a 35 nuovi farmaci e ha respinto 6 richieste. In più ha riconosciuto la condizione di “orfano” a 19 molecole ampliando le indicazioni terapeutiche di 51 farmaci.

 

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