Quanto fa male alla salute arrabbiarsi?

Nicoletta Mele

Nicoletta Mele

Laureata in scienze politiche. Dal 2001 iscritta all’ Ordine Nazionale dei Giornalisti. Ha collaborato con testate giornalistiche e uffici stampa. Dopo aver conseguito il master in “ Gestione e marketing di imprese in Tv digitale”, ha lavorato per 12 anni in Rai, occupandosi di programmi di servizio e intrattenimento. Dal 2017 è Direttore Responsabile di Health Online, periodico di informazione sulla sanità integrativa.
Nicoletta Mele

L’ira e la rabbia, secondo alcuni studi, fanno male al corpo, alla mente e al cuore: arrabbiarsi è dannoso e le conseguenze possono essere anche gravi tant’è che, secondo gli esperti, potrebbe anche essere la causa dello sviluppo di determinate patologie.

Ad alcune persone basta poco per permettere all’ira e alla rabbia di prendere il sopravvento. Questi due sentimenti, come dimostrato da alcuni studi, fanno male al corpo, alla mente e al cuore. Arrabbiarsi è dannoso e le conseguenze possono essere anche gravi tant’è che, secondo gli esperti, potrebbe anche essere la causa dello sviluppo di determinate patologie. Quando ci si arrabbia, infatti, i muscoli e le articolazioni si tendono, il sangue circola più lentamente, si alterano le attività cerebrali e l’equilibrio del sistema nervoso, ormonale e cardiovascolare.
È provato che lo stress fisico e mentale dettato dalla rabbia è collegato con il cuore e dunque un’arrabbiatura può dar vita ad un processo di collasso cardiaco.
Nell’immaginario collettivo “smaltire” una lite con degli esercizi di attività fisica potrebbe essere una soluzione. Nulla di più sbagliato hanno affermato gli scienziati dell’Health Research Institute della McMaster University che hanno sviluppato uno studio sulla relazione pericolosa tra rabbia e sport.
Dalla ricerca, realizzata attraverso l’analisi delle informazioni relative a 12.461 pazienti infartuati provenienti da 52 Paesi, con un’età media di 58 anni, che avevano completato un questionario sul tipo di sensazioni che avevano sperimentato nell’ora precedente al verificarsi dell’attacco di cuore, è emerso che l’esercizio fisico vigoroso in condizioni di eccessiva agitazione può arrivare a triplicare il rischio di un attacco di cuore nel giro di un’ora. In sostanza, questa “usanza” potrebbe causare un raddoppio del rischio di infarto in presenza di turbamento emotivo e sforzo fisico.
Nello specifico, i risultati hanno mostrato che il 14% (1.650 persone) era impegnato in attività fisica, e che un ulteriore 14% (1.752 persone) risultava mentalmente sconvolto.
“Gli stimoli estremi, sia emotivi che fisici, hanno effetti simili sul corpo. Entrambi possono aumentare la pressione sanguigna e la frequenza cardiaca, modificare il flusso di sangue attraverso i vasi e ridurne l’apporto al cuore. L’attività fisica regolare ha molti benefici per la salute, compresa la prevenzione di malattie cardiache, quindi vogliamo che le persone continuino a eseguirla. Tuttavia, si consiglia di astenersi quando si è arrabbiati o emotivamente turbati”, il commento di Andrew Smyth, autore principale dello studio.
Il cuore non è l’unico organo ad essere coinvolto negli attacchi d’ira, anche i dolori muscolari possono essere una conseguenza delle arrabbiature. Nel momento in cui la rabbia prende il sopravvento il nostro corpo segrega adrenalina, l’ormone che viene prodotto quando ci troviamo in situazione di difficoltà. Questo può causare dolori o crampi ai muscoli e anche mal di testa. Le spalle, la nuca e la schiena sono le parti che soffrono di più, poiché subiscono il peso di tutte le tensioni.
Arrabbiarsi
L’apparato digerente è il nostro secondo cervello, motivo per il quale le tensioni tendono anche ad accumularsi nella zona che comprende stomaco e intestino. Una delle più frequenti conseguenze della rabbia è la gastrite perché l’acidità di stomaco infiamma la mucosa gastrica quando ci si arrabbia. I sintomi sono: reflusso, dolori, acidità, sensazione di bruciore alla bocca dello stomaco.
Lo stress, la paura, la tensione e la rabbia causano uno squilibrio intestinale. Oltre allo stomaco, infatti, anche l’intestino è un organo bersagliato dalle arrabbiature.
Arrabbiarsi può provocare la sindrome del colon irritabile o infiammazioni che possono causare colite e diarrea, anche se non si consumano alimenti “killer” che sviluppano la patologia.
Tra le altre conseguenze c’è anche la dermatite: il prurito e l’irritazione sono aggravate dalla rabbia. Lo stesso succede nei casi di tensione, stress, nervosismo, ansia e paura. Ad esempio, se si hanno delle ferite, queste potrebbero peggiorare o infettarsi poiché ci si gratta con più forza.
Per le persone particolarmente predisposte all’arrabbiatura non è semplice mantenere la calma, soprattutto perché spesso sembra che gli eventi della quotidianità spingano solo verso quella determinata direzione.
Mutua Mba vuole ricordare che arrabbiarsi con qualcuno o con se stessi, oltre a non essere una buona cosa, genera una serie di problemi al corpo.
Quale potrebbe essere la soluzione per vivere in maniera serena? Per gli psicologi la soluzione è l’autocontrollo. Adottare delle piccole abitudini quotidiane potrebbe essere l’inizio di un processo di cambiamento. Il consiglio è quello di ritagliarsi 10 minuti al giorno per riprogrammare la mente. Lo yoga, gli esercizi di respirazione o anche rilassarsi davanti ad una tisana o leggere un libro sono le azioni principali che, in genere, vengono consigliate. Anche lo spazio adibito per il relax assume un ruolo molto importante: deve essere ordinato e arricchito con un aroma che aiuti a tranquillizzarsi, come un incenso, uno spray od oli essenziali e con della musica classica o da meditazione.
Quando vi trovate in una situazione nella quale vi state per arrabbiare, ricordate questi consigli e il detto “contare fino a 10” che è sempre una valida arma di prevenzione!

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