Parto: meno analgesici e cesarei se la mamma è ben assistita nel travaglio

Mariachiara Manopulo

Mariachiara Manopulo

Bolognese di nascita e quasi romana d’adozione, mi sono laureata in Scienze della comunicazione pubblica, sociale e politica, e specializzata prima con un Master in diritto parlamentare e valutazione delle politiche pubbliche e poi con un Master in Digital PR e Media Relations. Ho avuto diverse esperienze nel settore della comunicazione; dopo più di tre anni passati nell'ufficio stampa di un gruppo parlamentare alla Camera dei deputati, ora lavoro nell'ufficio Comunicazione e Marketing di Health Italia.
Mariachiara Manopulo

Una ricerca ha dimostrato che il supporto continuo durante il travaglio alla futura mamma favorisce il parto naturale.

Supporto e assistenza durante il travaglio: è questa la chiave per un parto sereno, senza necessità di assumere analgesici o ricorrere al parto cesareo. Lo ha dimostrato un team guidato da Meghan Bohren, ricercatrice dell’Organizzazione Mondiale della Sanità a Ginevra, con una revisione degli studi presenti nel database Cochrane.

Per la futura mamma è importante avere un sostegno nelle ore che precedono il parto. La presenza del partner, di una amica, o anche solo delle ostetriche, può essere di grande aiuto. Rassicurarla, farle dei massaggi alle gambe, assicurarsi che sia comoda: “i trattamenti di sostegno durante il travaglio possono migliorare sia i processi fisiologici del parto sia la percezione delle donne sulla loro capacità di partorire”, ha sostenuto Meghan Bohren. “Questo può ridurre la necessità di un intervento ostetrico e migliorare anche le esperienze delle donne”.

I ricercatori hanno analizzato i dati provenienti da 26 studi già pubblicati, con dati riguardanti più di 15 mila donne che hanno partorito in varie circostanze in 17 Paesi. Alcune donne avevano avuto un sostegno continuo durante il travaglio da parte di partner, madre, amici o altri familiari, mentre altre hanno ottenuto questo supporto da infermieri, ostetriche, volontarie. È emerso che quando la donna aveva ricevuto un’assistenza continua durante il travaglio c’erano maggiori probabilità di partorire con parto naturale, rispetto a quando l’assistenza non c’era. Inoltre, le future mamme che avevano ricevuto un supporto continuo avevano meno probabilità di utilizzare farmaci analgesici e tendevano ad avere un travaglio più breve.

Ma i benefici ci sono anche per i bambini: i neonati nati da mamme che avevano ricevuto assistenza continua avevano minori probabilità di ottenere punteggi più bassi al test di Apgar, che valuta nel complesso la respirazione e il benessere del piccolo subito dopo la nascita. I ricercatori non hanno tuttavia riscontrato differenze nelle probabilità che i neonati fossero ammessi alla terapia intensiva o allattati dopo due mesi a seconda che le madri ricevessero o meno un supporto continuo per il parto.

I vantaggi ottenuti dal sostegno costante durante il travaglio sono stati più evidenti nei Paesi ad alto reddito ma non esistono prove sufficienti per determinare quanto l’assistenza abbia aiutato madri e bambini in Paesi a basso reddito: dunque questo sarebbe un aspetto da approfondire. Resta comunque l’aspetto positivo della minore richiesta di farmaci e interventi chirurgici per le donne che avevano avuto un’assistenza costante.

 

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