ORA LEGALE = 1 ORA IN MENO DI SONNO. QUALI SONO LE CONSEGUENZE PER LA SALUTE?

Nicoletta Mele

Nicoletta Mele

Laureata in scienze politiche. Dal 2001 iscritta all’ Ordine Nazionale dei Giornalisti. Ha collaborato con testate giornalistiche e uffici stampa. Dopo aver conseguito il master in “ Gestione e marketing di imprese in Tv digitale”, ha lavorato per 12 anni in Rai, occupandosi di programmi di servizio e intrattenimento. Dal 2017 è Direttore Responsabile di Health Online, periodico di informazione sulla sanità integrativa.
Nicoletta Mele

Pronti a spostare le lancette dell’orologio?

Nella notte tra sabato 30 marzo e domenica 31 marzo tornerà l’ora legale con l’orologio in avanti di 60 minuti e quindi un’ora in meno di sonno con conseguenze sulla salute.

Se l’ora legale porta dei vantaggi, anche economici, dal punto di vista energetico in quanto si ha a disposizione un’ora in più di luce solare, dall’altra parte, almeno per i primi giorni, l’organismo, che è un “orologio biologico” con il ciclo sonno-veglia che regola il metabolismo, subirà degli “scossoni” ai quali non può esimersi. Negli annil’ora legale ha assunto, per molti studiosi americani come europei, i contorni di un problema di salute pubblica, perché considerata dannosa per i ritmi sonno-veglia, in particolare delle persone più fragili, come bambini e anziani.

Quali sono le conseguenze per la salute?

Ci sono degli studi che hanno evidenziato quali sono gli effetti sul nostro organismo dovuti al cambiamento improvviso del ciclo sonno-veglia, con conseguenze sui normali bioritmi, come il caso del jet lag: irrequietezza, stanchezza, perdita di concentrazione, ansia, nausea e poca voglia di mangiare.

Tra le conseguenze, purtroppo, in particolare nella prima settimana di ora legale, si registrano numerosi attacchi di cuore perché questo fenomeno fa accumulare stress e tensione. Alcune ricerche, pubblicate su prestigiose riviste – ad esempio un articolo su The New England Journal of Medicine e una ricerca su The British Medical Journal – evidenziano l’aumento statistico del rischio di infarto il lunedì successivo all’avvento dell’ora legale. Tuttavia, come ha spiegato in un’intervista pubblicata sul La Repubblica, il prof. Filippo Crea, direttore del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari al Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma “Bisogna minimizzare qualsiasi allarme che colleghi l’ora legale con la probabilità di avere un infarto e altri eventi cardiovascolari gravi tali problemi, infatti, si presentano in soggetti che hanno già un elevato rischio di partenza. In altre parole, lo stress associato al cambiamento d’orario può anticipare l’insorgenza di un evento cardiaco importante che si sarebbe comunque manifestato subito dopo, nei giorni successivi al lunedì”.

Il passaggio dall’ora solare a quella legale deve essere tenuto ancor più sotto controllo da chi è affetto da patologie e dalle persone anziane. Secondo un’analisi della American Academy of Neurology, come ha riportato Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, gli effetti sull’orologio biologico del cambio dell’ora aumentano del 25% il rischio di ictus nei malati di cancro, e del 20% negli over 65.

Aldilà del cambiamento dovuto all’ora legale, è anche vero che oggi si tende a dormire poco ed è invece molto importante per il nostro benessere psico-fisico dormire almeno 7 ore a notte perché come ha spiegato il Prof. Luigi Ferini Strambi, primario del Centro di Medicina del Sonno dell’ospedale San Raffaele di Milano “riposare riduce il rischio di lesioni e consente ai muscoli di riprendersi”.

Il rito di spostare le lancette dell’orologio un’ora in avanti la notte dell’ultimo weekend di marzo e di un’ora indietro invece la notte dell’ultimo sabato di ottobre ha origini antiche e si fa dal 1966, anno in cui è diventato definitivo.

Nell’ultimo anno, la questione è arrivata sui banchi del Parlamento e del Consiglio europeo con numerosi dibattiti sulla possibilità di abolire (forse) in Europa il passaggio due volte l’anno dall’ora solare a quella legale e viceversa, ma perchè questo avvenga dobbiamo aspettare fino al 2021, nel frattempo prendiamo le giuste precauzioni – adattarsi in maniera graduale al nuovo orario – per non avere delle conseguenze, soprattutto per alcuni soggetti a rischio, sulla salute.


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