Nasce da un embrione congelato 25 anni fa. Record negli Stati Uniti

Alessandro Notarnicola

Alessandro Notarnicola

Mi occupo di giornalismo e critica cinematografica. Dopo la laurea in Lettere e Filosofia nel 2013, nel 2016 ho conseguito la Laurea Magistrale in "Editoria e Scrittura". Da qualche anno mi sono concentrato sull'attività della Santa Sede e sui principali eventi che coinvolgono la Chiesa cattolica in Italia e nel mondo intero.
Alessandro Notarnicola

Un bambino appena nato può avere gli stessi anni della sua mamma? Da oggi è possibile. E’ accaduto in America dove una donna appena venticinquenne ha dato alla luce Emma Wren Gibson, una bambina che non ha ancora compiuto il suo primo mese di vita, ma che risulta essere coetanea della sua giovane madre. La neonata, infatti, è il frutto di un embrione congelato ben 24 anni fa, stabilendo quello che secondo i medici è un record mondiale. Dietro a questo successo scientifico, però, c’è anche un intenso dibattito politico, perché l’intera vicenda è frutto della campagna lanciata da un’organizzazione religiosa per adottare e salvare gli embrioni.

Protagonista dell’intera vicenda Tina Gibson che sin dalle sue nozze sapeva che non avrebbe mai potuto avere dei figli a causa della patologia di cui è affetto il marito Benjamin. L’uomo infatti è malato di fibrosi ed è quindi a rischio infertilità. La coppia, tuttavia, non si era persa d’animo, anzi aveva avviato le pratiche per l’adozione. Successivamente, il padre della giovane ha parlato a entrambi gli aspiranti genitori dei programmi del National Embryo Donation Center di Knoxville (NEDC), in Tennessee, un’organizzazione fondata nel 2003 e sostenuta dalle chiese battiste, per ricevere embrioni abbandonati da tutti gli stati americani e donarli a coppie che desiderano adottarli e impiantarli. Si tratta dei cosiddetti bambini neve perché nati da embrioni congelati. Il NEDC invita alla donazione degli embrione delle coppie che si sono sottoposte alla fecondazione assistita perché contro la loro distruzione, credono infatti che la vita inizi dal concepimento. Per poterli richiedere le coppie devono essere formate da un uomo e una donna ed essere sposate da almeno tre anni.  Così Tina ascoltando il padre ha presentato la domanda nell’agosto del 2016, e solo nel marzo 2017 ha ricevuto la risposta. L’iter sarebbe stato avviato di lì a pochi giorni.

Sin qui niente di inedito, o quasi, fino a che i medici hanno informato la donna che era sul punto di stabilire un record mondiale perché il suo embrione era stato congelato il 14 ottobre del 1992. Altro che Futurama! “In pratica – ha dichiarato Tina – io e mia figlia saremmo potute essere coetanee e migliori amiche. Volevo avere un figlio e basta. Del record non mi importava nulla”. Pertanto, senza lasciarsi intimorire dalle date e dalla longevità di quel figlio futuro, il 13 marzo ha fatto l’impianto, e il 25 novembre scorso ha finalmente dato alla luce la piccola Emma, un successo della scienza ma anche un miracolo del Cielo.

In Italia tutto questo è vietato dalla legge. Il congelamento dell’embrione così come la loro distruzione, infatti, non sono possibili. A regolamentare il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA) è la Legge 40 del 2004. La legge è stata contestata da subito, tanto da essere messa in discussione attraverso un referendum abrogativo nel 2005. La corsa alle urne, però, ebbe un risultato negativo per il mancato raggiungimento del quorum. Nel corso degli anni, la legge è stata sottoposta a radicali modifiche in seguito a interventi da parte della Corte costituzionale, della Corte europea dei diritti dell’uomo o di singoli tribunali italiani.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *