MODA E SALUTE: I JEANS SKINNY SOTTO L’OCCHIO DEL CICLONE

Nicoletta Mele

Nicoletta Mele

Laureata in scienze politiche. Dal 2001 iscritta all’ Ordine Nazionale dei Giornalisti. Ha collaborato con testate giornalistiche e uffici stampa. Dopo aver conseguito il master in “ Gestione e marketing di imprese in Tv digitale”, ha lavorato per 12 anni in Rai, occupandosi di programmi di servizio e intrattenimento. Dal 2017 è Direttore Responsabile di Health Online, periodico di informazione sulla sanità integrativa.
Nicoletta Mele

Oggi essere definiti “cool”, cioè alla moda, ha assunto un ruolo molto importante tanto da mettere a repentaglio la salute pur di non essere “fuori dal giro”.

Lo sanno bene le star internazionali e nazionali che non perdono occasione per lanciare nuove tendenze e farsi immortalare nelle riviste più patinate.

Jeans SkinnyC’è chi ama indossare principalmente la gonna, chi il vestito, chi il pantalone, ma il jeans è l’indumento più amato del quale nessuno, vip e non, può farne a meno. Corti, lunghi, a zampa, a vita alta, a vita bassa, attillati o addirittura attillatissimi tanto da sembrare una “seconda pelle”. Questi ultimi hanno un nome: Skinny. E’ l’indumento più alla moda e discusso del momento, indossato abitualmente da Kate Middleton e sua sorella Pippa, da Kate Moss, Miranda Kerr, Keira Knightley e Siena Miller, ma mette a rischio i muscoli e i nervi delle gambe perché blocca la circolazione sanguigna nei polpacci. Insomma, sì alla moda, ma occhio alla salute!

A bocciare l’ultima moda sono stati i medici di un ospedale di Adelaide, in Australia, che per curare una donna di 35 anni si sono visti costretti a tagliarle i jeans. La signora, dopo aver aiutato un’amica a traslocare indossando per tutto il tempo gli skinny, ha perso forza nelle gambe tanto da cadere a terra senza potersi rialzare. Dopo i primi soccorsi la donna ha trascorso 4 giorni in ospedale per sottoporsi a fleboclisi per eliminare e prevenire conseguenze renali in quanto la lesione ai muscoli del polpaccio le aveva causato il rilascio di alcune proteine nel flusso sanguigno. 

”Abbiamo osservato con sorpresa che la paziente aveva subito danni tanto severi ai nervi e ai muscoli – ha spiegato il neurologo Thomas Kimber sul Journal of Neurology, Neurosurgery and Psychiatry. – che, quando è arrivata, aveva un massiccio gonfiore dei polpacci. A causa della prolungata posizione accovacciata, si era veramente interrotta la circolazione del sangue nei muscoli dei polpacci e di conseguenza aveva sofferto la compressione di due dei nervi maggiori delle gambe con evidente forte indebolimento”.

La donna è una delle “vittime della moda”. E’ davvero così importante seguire le tendenze tanto da mettere a rischio la salute? Perchè? 

Mutua Basis Assistance l’ha chiesto alla Dottoressa Marinella Cozzolino, psicologa-psicoterapeuta. 

“Purtroppo lo si è e non si pensa mai alle conseguenze perché è sempre più frequente la scarsa educazione alla salute e una visione superficiale nei confronti di certe patologie. In questo caso, indossare il jeans di ultimo grido significa essere socialmente accettati. Mi torna in mente il libro “I miti del nostro tempo” di Umberto Galimberti, il quale sostiene che l’obiettivo finale della maggior parte della gente, è creare invidia e cioè: “indosso il jeans stretto, non perché mi piace, ma perché il 90% delle mie amiche non se lo può permettere!” l’effetto che si vuole creare è lo stupore. Ormai le donne non adottano più determinati atteggiamenti per piacere agli uomini, ma per ottenere l’invidia delle donne”.

Siamo schiavi della moda e di altri miti che la pubblicità e i mezzi di comunicazione propongono e impongono, rendendoli appetibili e perseguibili  con ogni mezzo, questi invece dovrebbero essere denunciati e smontati perché diffondono “idee malate”. Allora: è possibile reagire al conformismo e alle tendenze? Quali sono i consigli dell’esperto? 

“In questo contesto il problema è di omologazione -ha suggerito la Cozzolino–  quindi il mio consiglio è quello evitare la tendenza per cercare di somigliare e superare l’altro. E’ necessario lavorare sulla propria autostima e trovare un canale individuale. E’ ovvio che, nell’essere umano, l’emulazione è presente, ma deve essere positiva e non interpretata come invidia perché, anche qualora il progetto di somigliare ad altri dovesse andare a buon fine, si tratta pur sempre di una copia. 

E’ importante riflettere sulle proprie amicizie e ragionare sui rapporti mettendo proprio in discussione le relazioni profonde. Da questa analisi viene fuori che l’amica non è bellissima, non è alla moda, ma è una delle persone che più amiamo al mondo. Non dimentichiamo che la profondità degli affetti nasce da altro.”

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