Melanoma: la prevenzione arriva nelle scuole grazie al progetto “Il sole per amico”

Nicoletta Mele

Nicoletta Mele

Laureata in scienze politiche. Dal 2001 iscritta all’ Ordine Nazionale dei Giornalisti. Ha collaborato con testate giornalistiche e uffici stampa. Dopo aver conseguito il master in “ Gestione e marketing di imprese in Tv digitale”, ha lavorato per 12 anni in Rai, occupandosi di programmi di servizio e intrattenimento. Dal 2017 è Direttore Responsabile di Health Online, periodico di informazione sulla sanità integrativa.
Nicoletta Mele

L’obiettivo del progetto “il sole per amico” è sensibilizzare l’opinione pubblica sul melanoma e sui rischi legati ad una non corretta esposizione al sole.

Il sole è un amico, ma impariamo a proteggere la nostra pelle.
Una bella giornata di sole ci mette di buon umore e abbiamo voglia di goderci il suo calore, ma prima di ogni esposizione è bene ricordare di prendere tutte le precauzioni per proteggere la nostra pelle e ridurre il rischio di tumori cutanei, come il melanoma.
Secondo i dati, il melanoma costituisce circa il 5% di tutti i tumori maligni della pelle, che rappresentano la forma principale di cancro nella popolazione di razza bianca. Ogni anno vengono diagnosticati circa 130.000 casi nel mondo e circa 37.000 persone muoiono a causa del melanoma. In Italia, sono oltre 100.000 le persone colpite e oltre 10.000 i nuovi casi ogni anno.
L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro classifica come carcerogena l’esposizione solare, tradizionalmente considerata come la più importante fonte di radiazioni UV per l’uomo.
Mutua Mba ha già affrontato l’argomento grazie al prezioso contributo della dermatologa dottoressa Patrizia Teofoli, Dirigente I livello Istituto Dermopatico dell’Immacolata, IRCCS-Roma, la quale ha sottolineato che la modalità di esposizione solare è molto importante per evitare il rischio di sviluppare tumori cutanei.
“L’aumentata incidenza dei carcinomi cutanei -ha spiegato- e la correlazione tra carcinogenesi cutanea ed esposizione solare induce ad una corretta esposizione. La luce solare è costituita in parte da radiazioni ultraviolette in grado di raggiungere la pelle e si distinguono in UVA e UVB. Queste radiazioni sono responsabili della pigmentazione cutanea e quindi del fenomeno ‘abbronzatura’.
Gli UVB penetrano in modo minore nella cute, ma inducono maggiori effetti biologici come l’eritema solare e la pigmentazione immediata e sono maggiormente implicati nell’induzione dei tumori della pelle. I raggi UVA, a maggiore lunghezza d’onda, invece, sono in grado di penetrare più profondamente nella cute, determinano la pigmentazione cutanea ritardata, che compare diverse ore dopo l’esposizione solare, contribuiscono all’invecchiamento cutaneo e in parte alla carcinogenesi cutanea. Nel caso del melanoma, il ruolo degli UV è più complesso, ma il rapporto tra sole, nevi melanocitari e melanoma nasce da numerose osservazioni in cui si è evidenziato che l’esposizione solare nell’infanzia induce la comparsa di nevi melanocitari, inclusi i nevi clinicamente atipici, soprattutto nelle aree maggiormente esposte al sole e che il numero di “nei” sia benigni che atipici è correlato al rischio di incidenza del melanoma.
I raggi ultravioletti, infatti, sono in grado di danneggiare il patrimonio genetico della cellula modificandone il comportamento, attivando oncogeni o inattivando geni soppressori che prevengono la trasformazione tumorale delle cellule anche se ormai è dimostrato che nell’induzione del melanoma è fondamentale l’interazione tra esposizione solare e fattori genetici.
Nei numerosi studi effettuati è emerso che l’incidenza e la gravità del melanoma è maggiore nei soggetti di pelle chiara, con minore potenzialità nel produrre melanina e quindi minore capacità di abbronzarsi (meccanismo naturale di difesa dai raggi solari) soprattutto nei paesi più vicini all’Equatore dove è maggiore l’intensità delle radiazioni ultraviolette a cui è esposta la cute”.
I consigli della dottoressa Teofoli sono innanzitutto un uso corretto degli schermi solari che dovrebbero essere a largo spettro per i raggi UVA e UVB con fattore di protezione almeno SPF 30, anche nei giorni nuvolosi, da applicare 20-30 minuti prima dell’esposizione solare e da riapplicare ogni 2 ore, soprattutto dopo attività sportiva o bagno anche se i prodotti utilizzati sono resistenti all’acqua.
“Le radiazioni -ha concluso- sono più intense dalle ore 10.00 alle ore 16.00 con un picco tra le 11.00 e le 14.00, momento in cui si dovrebbero preferibilmente indossare indumenti protettivi a tessitura compatta (indumenti a tessitura larga o indumenti bagnati schermano solo in parte i raggi UV) e occhiali solari capaci di schermare i raggi UV ed è importante ricordare che ci si “scotta” anche nelle giornate nuvolose e che gli scogli, la neve e la sabbia riflettono l’85-90% dei raggi ultravioletti”.
Le misure di prevenzione, con un aumento del fattore di protezione, devono essere prese soprattutto nei confronti dei bambini che sono esposti alle radiazioni solari anche per le varie attività all’esterno che svolgono quotidianamente.
Il sole preso senza un’adeguata protezione e in maniera massiccia in età pediatrica fa aumentare il numero di nei in età adulta e aumenta il rischio di un futuro melanoma. La pelle dei più piccoli è molto più sottile rispetto a quella degli adulti e i melanociti, responsabili dell’abbronzatura che è un fattore importante di protezione, sono meno attivi nella produzione di melanina e permettono ai raggi ultravioletti di raggiungere più facilmente lo strato germinativo.
Secondo gli esperti, le scottature prese nell’infanzia sono un importante fattore di rischio in quanto la pelle “memorizza” il danno ricevuto e può innescare il processo patologico anche a diversi anni di distanza. È fondamentale quindi educare sin da piccoli i ragazzi a salvaguardare la salute della propria pelle da un’esposizione eccessiva e non protetta.
Uno dei modi più efficaci di fare prevenzione è proprio quello di coinvolgere i bambini e le loro famiglie con dei progetti all’interno delle scuole elementari attraverso incontri con i dermatologi e gli oncologi nelle classi e la proiezione di un cartoon ad hoc. È questo l’obiettivo del progetto educazionale per le scuole elementari dal nome “Il Sole per amico” promosso da IMI – Intergruppo Melanoma Italiano, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e con il patrocinio del Ministero della Salute, dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e della Regione Piemonte (una delle Regioni più esposte al rischio melanoma, con oltre 500 nuovi casi diagnosticati ogni anno e circa 8.000 persone che convivono con la malattia) resa possibile grazie ad un’erogazione di Merck & Co. per il tramite della sua consociata italiana MSD.
La scuola è il canale privilegiato per coinvolgere i bambini e i loro genitori nella prevenzione primaria.
“La campagna nasce per risvegliare e far crescere l’attenzione dell’opinione pubblica sul melanoma e sui rischi legati ad una non corretta esposizione, coinvolgendo in particolare i bambini in età scolare e le loro famiglie –ha dichiarato Paola Queirolo, Ideatrice e Coordinatrice della campagna, Past President IMI, UOC Oncologia Medica all’IRCCS-AOU San Martino-IST di Genova. La campagna nazionale, promossa da IMI, su temi di tale rilevanza ha per la prima volta come protagonisti i bambini delle scuole elementari e i loro genitori, passaggio per noi cruciale, considerato l’aumento dell’incidenza dei tumori della pelle proprio tra i più giovani e visto che le scottature da esposizione solare in età pediatrica rappresentano uno dei principali fattori di rischio”.
Le campagne di sensibilizzazione sono fondamentali per creare e diffondere la cultura della prevenzione, tema molto sentito da Mutua Mba, società di mutuo soccorso, specie quando coinvolge i bambini. Il progetto “Il Sole per amico” è quindi anche una grande opportunità di prevenzione per la salute pubblica e l’intera collettività dal momento che si rivolge ad insegnanti e genitori che spesso sottovalutano i danni indotti dai raggi ultravioletti.

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