Manovra finanziaria. I camici bianchi in sciopero per 24 ore contro la politica

Alessandro Notarnicola

Alessandro Notarnicola

Mi occupo di giornalismo e critica cinematografica. Dopo la laurea in Lettere e Filosofia nel 2013, nel 2016 ho conseguito la Laurea Magistrale in "Editoria e Scrittura". Da qualche anno mi sono concentrato sull'attività della Santa Sede e sui principali eventi che coinvolgono la Chiesa cattolica in Italia e nel mondo intero.
Alessandro Notarnicola

Oggi medici e veterinari in sciopero contro la legge di Bilancio.

Strutture pubbliche e cliniche private, nella giornata di oggi tutte le realtà ospedaliere saranno interessate dallo sciopero annunciato dai medici e dai veterinari del Servizio Sanitario Nazionale che manifesteranno per 24 ore contro i mancati investimenti dalla legge di bilancio 2018, in questi giorni all’esame del Parlamento. Il Vice Segretario Nazionale Vicario Anaao Carlo Palermo ha informato che le motivazioni dello sciopero di questo 12 dicembre siano da indagare nello Stato che “con una mano elargisce 1 miliardo in più alla sanità, ma con l’altra toglie tutte le risorse aggiuntive”. I camici bianchi, dunque, protestano contro le politiche sempre meno orientate all’obbligo di rispondere ai bisogni di salute dei cittadini secondo equità e sicurezza, norme che escludono con pervicacia la sanità pubblica dalla ripresa economica sino a renderla non più sostenibile per i cittadini. Diversi nel corso della giornata saranno le difficoltà essendo state annullate visite specialistiche, esami diagnostici, e tutti gli interventi non urgenti. Anche gli anestesisti, inoltre, aderiscono allo sciopero.

“La sanità italiana è al collasso. Si rischia un ulteriore taglio dei servizi, ci sono 10 milioni di ore l’anno non retribuite e migliaia di anni di ferie non godute. Il sistema si sta reggendo unicamente su queste storture a scapito del personale che vi lavora. Chiediamo ora che si liberino almeno le risorse accessorie e che queste vengano usate per pagare le guardie, gli straordinari, la produzione e così via. Siamo poi molto favorevoli ad una tassa di scopo come quella sul fumo presentata da un emendamento della Commissione Sanità per liberare nuove risorse da destinare al Ssn. Infine, chiediamo che i 300 milioni richiesti alle Regioni come contributo alla finanza pubblica non vengano sottratti alla sanità o, in alternativa, che se ne faccia carico il Governo”.

Alla protesta contro i tagli della legge di bilancio 2018 alla sanità hanno aderito: Anaao Assomed , Cimo, Aaroi-Emac, Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn, Fvm, Federazione Veterinari e Medici, Fassid-Aipac-Aupi-Simet-Sinafo-Snr, Cisl Medici, Fesmed, Anpo-Ascoti, Fials Medici, Uil Fpl Coordinamento Nazionale delle Aree Contrattuali Medica e Veterinaria. Sentendo la denuncia lanciata a gran voce delle sigle sindacali nel testo della Manovra 2018 non sono presenti segnali di particolare riguardo verso medici, veterinari e dirigenti sanitari dipendenti del Ssn, al valore e al peso del loro lavoro, alla importanza dei loro sacrifici nella tenuta del servizio sanitario; stigmatizzano lo stallo del rinnovo del contratto di lavoro, dopo 8 anni di blocco legislativo, che contribuisce alla mortificazione del ruolo, della autonomia, della responsabilità professionale e al peggioramento di condizioni di lavoro insostenibili a fronte di livelli retributivi fermi al 2010; deplorano l’assenza di politiche nazionali a favore di una esigibilità del diritto alla tutela della salute dei cittadini omogenea in tutto il Paese, nel rispetto dell’art. 32 della Costituzione, in una logica di federalismo sanitario di abbandono; additano le politiche degli ultimi governi come responsabili di quel fallimento del sistema formativo che sta,contemporaneamente, desertificando ospedali e territori e condannando alla precarietà ed allo sfruttamento decine di migliaia di giovani.

La protesta riguarda, in secondo piano, ma non per importanza, un altro elemento non felicissimo per la professione. Si tratta del mancato rinnovo del contratto nazionale, fermo ormai da 8 anni: “Questo elemento contribuisce alla mortificazione del ruolo, dell’autonomia e della responsabilità professionale, oltre che al peggioramento di condizioni di lavoro insostenibili a fronte di livelli retributivi fermi al 2010”.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *