La maculopatia e il test della griglia di Amsler

Alessandro Viganò

Osteopata. Ho studiato osteopatia 5 anni full time al TCIO di Milano.
Alleno da 5 anni pallacanestro a livello giovanile e senior nella mia città d'origine (Seregno).
Sono una persona molto intraprendente, mi piace scrivere articoli specialistici sia legati al mondo medico-sanitario sia legati allo sport.

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La maculopatia è la prima forma di cecità, in Occidente,tra le persone che hanno superato i 50 anni e colpisce oltre un milione di italiani. La malattia in questione è la degenerazione maculare senile, una malattia degenerativa multifattoriale che colpisce la macula (la porzione della retina centrale) a causa del suo invecchiamento.

Nella maggior parte dei casi è una malattia progressiva che colpisce entrambi gli occhi. Una volta fatta la diagnosi possono passare anche dieci anni prima che la situazione  degeneri.

Esistono due tipi di degenerazione: una forma secca, che generalmente è asintomatica; non provoca la riduzione della vista ma porta ad una distorsione delle immagini. Oppure una forma umida, nel 15% dei casi, che è più grave e può portare anche alla cecità.

I rimedi esistono, ovviamente per la forma più grave alle terapie tradizionali (fotocoaugulazione, terapia fotodinamica)  si sono affiancati i farmaci antiangiogenici, che vengono somministrati attraverso iniezioni agli occhi e servono per contenere lo sviluppo dei capillari.

C’è una relazione tra degenerazione maculare e problematiche cardiovascolari. Il primo fattore è dovuto al fatto che le persone colpite sono in età avanzata e quindi si è già in presenza di altri fattori di rischio. Il secondo motivo è che i farmaci sottoposti per la cura della degenerazione hanno come controindicazione la promozione di nuovi vasi sanguigni, riducendo così la vascolarizzazione e causando danni a cuore, polmoni e reni.

Fondamentale è la valutazione preventiva e fatta dall’oculista. Esiste un semplice test per controllare la propria funzione visiva. Si tratta del test di Amsler. Ovviamente questo esame non sostituisce a una più accurata visita da parte dello specialista. Se si utilizzano occhiali o lenti bisogna indossarli.

Il test va eseguito a una comoda distanza di lettura (30-40cm), in un ambiente illuminato, prima con un occhio e poi con l’altro. Bisogna coprire con la mano un occhio e fissare il punto nero al centro per alcuni secondi.

Se sono presenti linee ondulate, irregolari, sfuocate o non si riesce a vedere il pallino, allora bisogna recarsi dall’oculista per una visita.

 

 

 

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