L’Italia prima in Europa nella chirurgia robotica

Nicoletta Mele

Nicoletta Mele

Laureata in scienze politiche. Dal 2001 iscritta all’ Ordine Nazionale dei Giornalisti. Ha collaborato con testate giornalistiche e uffici stampa. Dopo aver conseguito il master in “ Gestione e marketing di imprese in Tv digitale”, ha lavorato per 12 anni in Rai, occupandosi di programmi di servizio e intrattenimento. Dal 2017 è Direttore Responsabile di Health Online, periodico di informazione sulla sanità integrativa.
Nicoletta Mele

In un momento storico particolarmente delicato per il nostro Paese, è con orgoglio che apprendiamo la notizia che l’Italia si è aggiudicata il primato nel campo della chirurgia robotica: nel 2017 sono stati effettuati 18 mila interventi ed è stato installato il n.100 Robot da Vinci, che rappresenta ormai una realtà clinica diffusa in diversi Centri, al policlinico di Catania, che ha permesso il grande balzo in avanti del nostro Paese superando così la Germania e il Regno Unito.

Mutua Mba, società di mutuo soccorso, ha più volte sottolineato negli articoli pubblicati negli anni l’importanza dei robot in sala operatoria, evidenziando i vantaggi sia per il paziente che per gli operatori di questi nuovi disposti che stanno prendendo sempre più piede in in Italia, soprattutto nel settore dell’urologia con il 67% di interventi, seguita da chirurgia generale (16%) e ginecologia (10%).

In urologia i motivi del successo sono molti e semplici: la precisione del robot consente maggiore facilità di accesso alle anatomie più complesse, una precisione demolitiva e ricostruttiva, una minore perdita di sangue, una riduzione della degenza post-operatoria e una diminuzione degli effetti collaterali (disfunzione erettile ed incontinenza). A questo si aggiungono caratteristiche come la visione tridimensionale immersiva, in grado di moltiplicare fino a 10 volte la normale visione dell’occhio umano. Quasi tutte le Regioni italiane sono dotate di robot in sala operatoria, ed è avviato un percorso di uniformazione tra Nord e Sud.

“La chirurgia robotica da Vinci – ha spiegato Walter Artibani, Direttore dell’UO di Urologia dell’AOU Integrata di Verona e segretario generale della Società italiana di urologia – è emblema della chirurgia mininvasiva. Il robot consente una precisione non confrontabile con altre tecniche e permette di superare i limiti legati alla difficoltà di trattare, con la laparoscopia, patologie in sedi anatomiche difficili da raggiungere. L’urologia italiana è un’eccellenza nel campo della robotica”.

Come detto il robot ormai è utilizzato in diverse branche chirurgiche, uno degli ultimi esempi è stato quello  dell’asportazione di un tumore all’esofago tramite robot, presso l’ospedale Molinette di Torino. La procedura – si legge nella nota- di estrema complessità è stata realizzata con tecnica totalmente mini invasiva dall’équipe di Chirurgia generale ed oncologica universitaria che ha asportato la neoplasia senza la tradizionale apertura del torace, grazie a 4 microfori da cui sono stati introdotti gli strumenti robotici, così come l’apertura dell’addome per preparare il cosiddetto tubulo gastrico utilizzato per sostituire l’esofago asportato è stata sostituita da altri 4 microfori laparoscopici. La chirurgia per rimuovere i tumori dell’esofago è una delle più complesse della chirurgia oncologica poichè, per la particolare posizione anatomica dell’esofago situato tra torace ed addome, l’intervento tradizionale avrebbe comportato l’apertura estesa di entrambe queste zone del corpo. Con questo intervento invece, la parte addominale è stata eseguita in laparoscopia e quella toracica in toracoscopia robotica, dunque senza nessun taglio né sull’addome né sul torace. Poichè l’accesso al torace è limitato dalla presenza delle coste, il robot consente di penetrare attraverso gli stessi fori della normale toracoscopia, ma poi di avere una totale libertà di movimento nel torace stesso, così da poter rimuovere l’esofago e ricostruire la continuità digestiva suturando tra loro la parte di esofago rimanente ed il cosiddetto tubulo gastrico, ovvero lo stomaco trasformato in modo da essere uguale all’esofago rimosso.Le caratteristiche del robot Da Vinci consentono quindi di eseguire i complessi gesti di dissezione e ricostruzione attraverso una serie di minifori, riducendo drasticamente l’invasività della procedura.

La scienza e la tecnologia stanno andando avanti nella realizzazione di nuovi dispositivi sempre più all’avanguardia. Nei prossimi anni infatti ad affiancare il robot da Vinci ci sarà Medrobotic, il robot che opera senza cicatrici consentendo  di eseguire interventi chirurgici per via completamente endoscopica, dalla bocca o dall’ano, la cosiddetta “scarless surgery” o chirurgia senza cicatrici.

 

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