Disturbo da Gioco d´Azzardo: sono a rischio anche io?

disagio sociale

disagio sociale

Il disturbo da gioco d’azzardo è frequentemente sotto diagnosticato e la sua prevalenza è aumentata a dismisura nell´ultimo decennio.
Secondo i dati del Rapporto Eurispes del 2009, in Italia il gioco coinvolgerebbe fino al 70-80% della popolazione adulta (circa 30 milioni di persone).
A giocare sarebbero soprattutto gli uomini (86,4%), tra i 20 e i 60 anni, residenti nelle regioni centro-meridionali, che usano alcol, tabacco e/o sostanze (il 25-73% dei giocatori d’azzardo patologici ha una seconda dipendenza legata ad alcol o sostanze) e con un diploma di scuola media superiore. La prevalenza dei giocatori patologici varia dallo 0,5% al 2,2%.
Se invece considerassimo anche coloro che presentano problemi lievi, allora quasi un Italiano su 10 potrebbe avere qualche problema con il gioco. Purtroppo, solo una piccola parte dei giocatori patologici cerca un supporto e ciò ostacola una precoce individuazione del problema e quindi la messa in atto di trattamenti appropriati. Il Disturbo da Gioco d´Azzardo è un indicatore significativo della più ampia difficoltà di adattamento sociale e psicologico, ed è associato spesso a comportamenti antisociali.
Il percorso evolutivo da gioco d´azzardo ricreativo a problematico e quindi patologico può presentare alcuni sintomi sentinella che è utile conoscere e che vengono discussi di seguito. L´intensificazione degli accessi al gioco, un aumento delle spese, la comparsa di pensieri ricorrenti di gioco, spesso accompagnati da distorsioni cognitive e fantasie di super vincite, con un aumento della ricerca di ambienti di gioco sempre più specializzati e quindi una polarizzazione del comportamento, sono segni prodromici di una evoluzione in atto verso il gioco problematico. La comparsa di menzogne, di depauperamento delle risorse finanziarie, accompagnato spesso da una modificazione delle abitudini alimentari e della puntualità, nonché da piccoli furti domestici, cambiamenti dell’umore, delle amicizie e dei luoghi di frequentazione con aumento dell’aggressività e del tempo dedicato al gioco nonché dell´indebitamento, possono essere invece sintomi sentinella di una vera e propria evoluzione verso il gioco patologico.
Sette fasi caratterizzano l´ingresso nel tunnel del Disturbo da Gioco d´Azzardo.
Spesso una vincita iniziale e casuale è in grado di dare nel giocatore casuale un senso di prestigio, potere, onnipotenza. La persona inizia così a giocare di più e, giocando, arrivano le prime, inesorabili, perdite di denaro, cui la persona fa fronte cercando di rincorrere i soldi persi. Seguono però altre perdite e ad esse si associano un profondo sentimento di disperazione. La persona può manifestare fantasie di fuga, pensieri suicidari e persino invischiarsi in attività illegali (furti, rapine, ricorso a strozzini) pur di recuperare il denaro perso. È in questa fase che di solito il giocatore richiede aiuto rivolgendosi ad un professionista della salute mentale. Tuttavia il craving (ossia la voglia smodata di giocare) fa sì che l´aderenza al trattamento vacilli e così il giocatore ricade nell´incubo.
I principali elementi che contraddistinguono il comportamento del giocatore d´azzardo sono:

  1. Preoccupazioni relative al gioco (il soggetto ricorda passate esperienze di gioco d’azzardo, o pensa a come ottenere il denaro per giocare)
  2. Bisogno di giocare somme di denaro sempre maggiori al fine di ottenere l’eccitazione desiderata.
  3. Ripetuti sforzi per controllare o limitare le attività di gioco, o per smettere di giocare
  4. Inquietudine, o irritabilità, se si cerca di limitare le attività di gioco, o di smettere di giocare.
  5. Gioco per sfuggire ai problemi, o per alleviare uno stato d’animo disforico (per esempio, sensazioni di impotenza, colpa, ansia, depressione).
  6. Dopo aver perso denaro al gioco, spesso si torna a giocare per provare a rivincerlo.
  7. Bugie ai membri della famiglia, al terapeuta o ad altre persone, per nascondere l’entità del coinvolgimento nel gioco d’azzardo
  8. Commissione di reati, come falso, frode, furto o appropriazione indebita per finanziare il gioco d’azzardo
  9. Compromissione o perdita di relazioni importanti, del lavoro, o di opportunità di studio e carriera, a causa del gioco.
  10. Ricorso ad altre persone per procurarsi il denaro necessario a sanare una situazione finanziaria disperata a causa del gioco d’azzardo.

 
È possibile uscire fuori dal tunnel del Disturbo da Gioco d´Azzardo? Ne parleremo nel prossimo articolo.

Giuseppe Iannone
Giuseppe Iannone
Psicologo clinico e neuropsicologo, ha conseguito la Laurea in Neuroscienze Cliniche e Cognitive con specializzazione in Psicopatologia presso l’Università di Maastricht (Paesi Bassi). È iscritto all'Albo dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è sono autore di diverse pubblicazioni scientifiche. Possiede una seconda laurea in Pedagogia della Lingua e Cultura Italiana, conseguita a pieni voti presso l’Università per Stranieri di Siena e si occupa di consulenza linguistica e culturale in diverse aziende. Infine, è istruttore di tecniche di respirazione, di rilassamento, di training autogeno, di massaggio russo e di autodifesa presso la A.S.D. Systema Milano.

Comments are closed.