IL LATTE D’ASINA COME FORTIFICATORE CONTRO LE INTOLLERANZE ALIMENTARI DEI NEONATI PREMATURI Lo studio dell’ospedale Sant’Anna di Torino e del CNR

I ricercatori del progetto Fortilat: da sx Sara Antoniazzi,Paola Tonetto, Laura Cavallarin, Francesco Cresi, Alessandra Coscia, Enrico Bertino, Marzia Giribaldi

Come risposta ai fenomeni di intolleranza nei neonati prematuri è stato brevettato e presto in commercio un prodotto dal nome Fortilat, a base di latte d’asina che è il latte di mammifero più vicino come composizione al latte umano.
Uno studio dell’ospedale Sant’Anna di Torino e del CNR ha permesso la realizzazione di un nuovo prodotto di latte d’asina come fortificatore contro le intolleranze alimentari dei neonati prematuri (peso molto basso (<1500 grammi) e/o di età gestazionale <32 settimane).
Anche per loro, come per i bambini nati a termine, il latte materno costituisce l’alimento di prima scelta nell’alimentazione per garantire le migliori prospettive di salute e sviluppo a breve e lungo termine.

I ricercatori del progetto Fortilat: da sx Sara Antoniazzi, Paola Tonetto, Laura Cavallarin, Francesco Cresi, Alessandra Coscia, Enrico Bertino, Marzia Giribaldi


Per i particolari fabbisogni nutrizionali dei neonati pretermine il latte umano deve essere fortificato con quantità extra nutrienti, soprattutto proteine. Inoltre, per i neonati prematuri la nutrizione orale presenta all’inizio numerose difficoltà, a causa delle patologie concomitanti, ma soprattutto della loro immaturità intestinale. Per questi motivi presentano frequentemente segni di intolleranza alimentare, quali principalmente vomiti e distensioni addominali, che aumentano la durata della nutrizione per via endovenosa, rallentano l’inizio della suzione al seno e la data della dimissione dall’ospedale. Come risposta ai frequenti problemi di intolleranza alimentare nei neonati prematuri c’è stato uno studio, condotto dalla Terapia Intensiva neonatale universitaria dell’ospedale Sant’Anna della Città della Salute di Torino (diretta dal professor Enrico Bertino), in collaborazione con i ricercatori dell’Istituto di Scienze delle Produzioni  Alimentari del CNR di Torino, coordinati dalla dottoressa Laura Cavallarin, e pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale Journal of Pediatric Gastroenterology and Nutrition, giornale ufficiale della Società Europea e di quella Nordamericana di Gastroenterologia, Epatologia e Nutrizione pediatrica, secondo il quale è emerso che i segni di intolleranza alimentare e la necessità di sospensione dell’alimentazione  in questi neonati estremamente critici siano più che dimezzati quando si utilizza il latte d’asina come fortificatore del latte umano, anziché i convenzionali prodotti a base di latte vaccino. L’ipotesi su cui si é basato lo studio è che i neonati pretermine alimentati con latte umano fortificato con un fortificatore derivato da latte d’asina, potessero presentare un migliore tolleranza alimentare nelle prime fasi settimane di vita post-natale, che costituiscono un periodo più critico nell’avvio della loro alimentazione.  Da questo studio è nata l’idea di brevettare un prodotto fortificatore, dal nome Fortilat, più adeguato per il latte umano destinato all’alimentazione dei neonati prematuri.
Il progetto – si legge nella nota –  ha previsto una prima fase, che ha riguardato il disegno e la produzione del prodotto sperimentale, effettuata nei laboratori dell’ISPA CNR. La formulazione ed il processo di produzione del fortificatore a base di latte d’asina sono stati brevettati. Molto in sintesi, utilizzando un processo di ultrafiltrazione, sono stati ottenuti due concentrati di latte d’asina, con uguale tenore proteico e calorico ai corrispondenti prodotti a base di latte vaccino, disponibili in commercio.
I fortificatori sono stati prodotti rispettando la normativa vigente in materia di alimenti per infanzia e garantendone la sicurezza microbiologica. La polverizzazione ed il confezionamento del prodotto finito sono stati condotti con il supporto di due PMI piemontesi del settore farmaceutico (Procemsa S.p.A. e Proge Farm Srl) e del Dipartimento di Scienze del Farmaco dell’Università del Piemonte Orientale.
La seconda fase ha riguardato la realizzazione di uno studio clinico volto a valutare l’adeguatezza nutrizionale del nuovo prodotto in una popolazione di neonati gravemente prematuri. Lo studio ha coinvolto 156 neonati nati prematuri di peso molto basso (<1500 g) o di età molto bassa (< 30 settimane di gravidanza) alla nascita. I neonati arruolati per lo studio sono stati assegnati in modo casuale (studio randomizzato) a due bracci: uno in cui hanno ricevuto per 21 giorni latte umano fortificato con il fortificatore sperimentale a base di latte d’asina oppure latte umano fortificato con il fortificatore standard a base di derivati del latte vaccino. Le due diete sono state disegnate per aver lo stesso apporto nutritivo in termini quantitativi (dieta isocalorica e isoproteica), ma essere qualitativamente differenti, in quanto i fortificatori apportavano uguali quantità di proteine e carboidrati ma di diverso tipo. Lo studio clinico è durato 24 mesi ed è tuttora in corso il follow-up dei pazienti, previsto sino all’età scolare.
I risultati hanno mostrato che gli episodi di intolleranza alimentare erano 2.5 volte inferiori nei soggetti che assumevano il prodotto sperimentale a base di latte d’asina. In particolare, sono risultati ridotti gli episodi di vomito e di ristagno biliare, un fenomeno indice di malfunzionamento intestinale, caratterizzato da presenza di bile nello stomaco.
Questi risultati sono di particolare interesse poiché il raggiungimento precoce di una completa alimentazione per via orale costituisce uno degli obiettivi chiave nell’assistenza dei prematuri, non solo per lo stato salute a breve termine, ma anche per un favorevole decorso ospedaliero ed un più precoce ritorno a casa.

Nicoletta Mele
Nicoletta Mele
Laureata in scienze politiche. Dal 2001 iscritta all’ Ordine Nazionale dei Giornalisti. Ha collaborato con testate giornalistiche e uffici stampa. Dopo aver conseguito il master in “ Gestione e marketing di imprese in Tv digitale”, ha lavorato per 12 anni in Rai, occupandosi di programmi di servizio e intrattenimento. Dal 2017 è Direttore Responsabile di Health Online, periodico di informazione sulla sanità integrativa.
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