HIV, PARTE LA CAMPAGNA “GUARDIAMO OLTRE”

Mariachiara Manopulo

Mariachiara Manopulo

Bolognese di nascita e quasi romana d’adozione, mi sono laureata in Scienze della comunicazione pubblica, sociale e politica, e specializzata prima con un Master in diritto parlamentare e valutazione delle politiche pubbliche e poi con un Master in Digital PR e Media Relations. Ho avuto diverse esperienze nel settore della comunicazione; dopo più di tre anni passati nell'ufficio stampa di un gruppo parlamentare alla Camera dei deputati, ora lavoro nell'ufficio Comunicazione e Marketing di Health Italia.
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Invecchiare bene con l’ HIV è possibile, la campagna promossa da Gilead mette al centro il futuro del malato

 

Negli ultimi vent’anni sono stati fatti grandi passi in avanti nella gestione dell’HIV: è aumentata la disponibilità di terapie antiretrovirali efficaci, sono aumentate le diagnosi precoci e si è lavorato moltissimo anche per il mantenimento in cura dei pazienti. Iniziare precocemente il trattamento, permette ai pazienti di vivere più a lungo, con un’aspettativa di vita ormai quasi paragonabile a quella della popolazione generale. Oggi, in tutta Europa, fra le persone affette da HIV circa un adulto su tre ha un’età pari o superiore a 50 anni, e per il 2030 si stima un numero record di over 50.  Bisogna quindi “andare oltre”, pensare al futuro e alla salute a lungo termine. Da qui il titolo della campagna internazionale “Guardiamo oltre”, realizzata con il supporto di Gilead, società biofarmaceutica impegnata nello sviluppo e commercializzazione di terapie innovative in aree caratterizzate da necessità mediche insoddisfatte, attiva in 15 Paesi europei e incentrata sul tema dell’invecchiamento e delle comorbidità associate all’HIV.HIV

“Guardiamo oltre” nel nostro Paese è patrocinata dalla Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali, Nadir Onlus, Nps (Network Persone Sieropositive), Anlaids, Asa Onlus, Arcobaleno Aids e Plus Onlus, ed è la prima campagna che invita le persone affette da HIV a pensare alla salute a lungo termine. Il sito internet della campagna offre informazioni relative ad alcune delle principali malattie associate all’HIV, con i contributi di specialisti e pazienti, video-interviste, e suggerimenti. È stata realizzata anche un’app, che contiene indicazioni per valutare la salute mentale  e fisica, promemoria per ricordarsi di prendere i farmaci, uno spazio per prendere nota di tutti i valori vitali (come la carica virale e la conta dei CD4) e un’agenda per gli appuntamenti con il medico.

In Italia sono circa 120mila le persone che convivono con una diagnosi di HIV/AIDS, di cui circa il 15-20% non è consapevole della propria sieropositività, mentre ci sono 23mila persone che vivono con una diagnosi di AIDS.

Nel nostro Paese l’efficacia delle terapie  antiretrovirali per i pazienti con l’Hiv ha raggiunto un’efficacia pari al 90 per cento: proprio per questo l’età media dei pazienti sta progressivamente aumentando.

Tuttavia, la presenza del virus espone le persone affette a un rischio più alto di sviluppare patologie correlate, come tumori, osteoporosi, problemi al fegato, cardiaci e malattie renali. “Guardare oltre” vuol dire anche affrontare questi rischi, per aiutare i pazienti a rimanere più sani e più a lungo. Prendere coscienza del proprio profilo di rischio e capire come ridurre al minimo le comorbidità, influisce infatti in maniera importante nella gestione della propria salute a lungo termine.

“La vera sfida oggi – ha sottolineato alle agenzie di stampa Simone Marcotullio, vice presidente dell’associazione Nadir – è quella di fissare nuovi obiettivi, che vadano oltre il raggiungimento di una viremia non rilevabile, fino a includere la gestione proattiva delle comorbidità associate, in modo che le persone con HIV possano godere di una buona qualità di vita, piuttosto che semplicemente vivere più a lungo. Per questo è importante che il paziente si senta protagonista del suo percorso di salute, che contempli sia impegno nella prevenzione, ma anche attenzione alla diagnosi e alle strategie terapeutiche, in accordo con il proprio medico”.

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