Giornata mondiale dell’alimentazione, il Papa scrive alla Fao: “Non solo convegni ma azioni concrete”

Alessandro Notarnicola

Alessandro Notarnicola

Mi occupo di giornalismo e critica cinematografica. Dopo la laurea in Lettere e Filosofia nel 2013, nel 2016 ho conseguito la Laurea Magistrale in "Editoria e Scrittura". Da qualche anno mi sono concentrato sull'attività della Santa Sede e sui principali eventi che coinvolgono la Chiesa cattolica in Italia e nel mondo intero.
Alessandro Notarnicola

In occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione, che si celebra tutti gli anni il 16 ottobre dopo essere stata istituita nel 1979 dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, papa Francesco ha scritto allo stesso organismo internazionale ponendo l’accento sui Paesi più poveri del mondo. La giornata, come la gran parte delle iniziative Fao, ha come obiettivo la sensibilizzazione dell’opinione pubblica rispetto al problema della fame nel mondo. La scelta della data non è casuale visto che nello stesso giorno ricorre l’anniversario della fondazione della stessa Fao (16 ottobre 1945). Il tema dell’edizione di questo 2018 è riassumibile nello slogan della kermesse: “Le azioni sono il nostro futuro. Un mondo #famezero entro il 2030 è possibile”. Un invito a cui fa riferimento il Pontefice.

“I poveri – scrive il Papa – aspettano da noi un aiuto efficace che li tolga dalla loro prostrazione, non solo propositi o convegni che, dopo aver studiato dettagliatamente le cause della loro miseria, abbiano come unico risultato la celebrazione di eventi solenni, impegni che non giungono mai a concretizzarsi o vistose pubblicazioni destinate ad ingrossare i cataloghi delle biblioteche”. In questo secolo, che ha registrato notevoli passi avanti nel campo della tecnica, della scienza, delle comunicazioni e delle infrastrutture, la società dovrebbe arrossire per non aver ottenuto gli stessi progressi in umanità e solidarietà, così da soddisfare le necessità primarie dei più svantaggiati. Si raccoglie in queste parole la denuncia di Francesco, secondo il quale “non possiamo nemmeno rimanere tranquilli per aver fatto fronte alle emergenze e alle situazioni disperate dei bisognosi. Siamo tutti chiamati ad andare oltre. Possiamo e dobbiamo fare meglio con le persone svantaggiate”. Di qui la necessità di “passare all’azione, in modo che scompaia totalmente il flagello della fame”. Tutto ciò, spiega il Papa, “richiede politiche di cooperazione allo sviluppo che, come indica l’Agenda 2030, siano orientate verso le necessità concrete degli indigenti”.

Per Bergoglio, dunque “è necessaria una particolare attenzione ai livelli di produzione agricola, all’accesso al mercato delle derrate alimentari, alla partecipazione nelle iniziative e nelle azioni e, soprattutto, occorre riconoscere che, nel momento di prendere decisioni, i Paesi hanno uguale dignità”. Nello stesso tempo, “è imprescindibile comprendere che, quando si tratta di affrontare efficacemente le cause della fame, non saranno le solenni dichiarazioni ad estirpare definitivamente questo flagello”. “La lotta contro la fame reclama imperiosamente un generoso finanziamento, l’abolizione delle barriere commerciali e, soprattutto, l’incremento della resilienza di fronte al cambiamento climatico, le crisi economiche e i conflitti bellici”, la proposta del Papa, che sulla scorta dell’Evangelii gaudium ammonisce: “Il futuro non abita sulle nuvole, ma si costruisce suscitando e accompagnando processi di maggiore umanizzazione. Possiamo sognare un futuro senza fame, ma ciò è legittimo solo se ci impegniamo in processi tangibili, in relazioni vitali, piani operativi e impegni reali”.

Francesco plaude, in particolare, all’iniziativa “Fame Zero 2030”, che “servirà a realizzare il secondo degli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030”: “Sradicare la fame, ottenere la sicurezza alimentare e il miglioramento della nutrizione e promuovere l’agricoltura sostenibile”. “I poveri non possono aspettare”, incalza il Papa: “La loro situazione calamitosa non lo permette. Perciò è necessario agire in modo urgente, coordinato e sistematico. Un vantaggio di queste proposte è che sono state capaci di stabilire mete specifiche, obiettivi quantificabili e indicatori precisi. Sappiamo che dobbiamo armonizzare una duplice via di attenzione, con azioni a lungo e a breve termine per far fronte alle condizioni concrete di chi, al giorno d’oggi, patisce gli strazianti e affilati artigli della fame e della malnutrizione”.

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