FORZA PICCOLO JULEN! SI FERMA LA PERFORAZIONE: TRIVELLA BLOCCATA DA UNA ROCCIA

Nicoletta Mele

Nicoletta Mele

Laureata in scienze politiche. Dal 2001 iscritta all’ Ordine Nazionale dei Giornalisti. Ha collaborato con testate giornalistiche e uffici stampa. Dopo aver conseguito il master in “ Gestione e marketing di imprese in Tv digitale”, ha lavorato per 12 anni in Rai, occupandosi di programmi di servizio e intrattenimento. Dal 2017 è Direttore Responsabile di Health Online, periodico di informazione sulla sanità integrativa.
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Nono giorno.

“È come fosse il figlio di tutti noi. E non si lascia un figlio là sotto. Lo tireremo fuori”

Le parole dei soccorritori che non si arrendono nelle operazioni di salvataggio per tirare fuori da un pozzo di circa 110 metri il piccolo di 2 anni  Julen Rosello, nonostante le avversità del maltempo e della consistenza rocciosa del terreno che hanno rallentato la perforazione.

Le autorità affermano che la trivella usata per creare un corridoio parallelo al foro dove è caduto il piccolo ha colpito un tratto roccioso. Gli adulti non riescono ad infilarsi nel pozzo che ha solo 25 centimetri di diametro ed è profondo 110 metri e i macchinari sono stati bloccati dal suolo troppo duro e da una formazione rocciosa a due terzi della discesa. Al momento nessun contatto verbale con il piccolo ma l’unico elemento che ha confermato la sua presenza nel pozzo è stato il ritrovamento di tracce biologiche all’interno del pozzo, tra cui alcuni capelli che stando agli esami del DNA appartengono al bambino.

Secondo gli esperti Julen dovrebbe trovarsi a 70 metri di profondità. L’ipotesi che il piccolo possa trovarsi a 70 metri di profondità in quel pozzo che scende fino a 110 metri sotto la superficie l’hanno data gli esperti che stanno lavorando scavando un tunnel orizzontale nel punto in cui credono che il bimbo sia intrappolato. I soccorritori hanno trovato lì un accumulo di rocce e fango che il piccolo si sarebbe trascinato dietro nella caduta.

La triste storia spagnola che sta tenendo tutti con il fiato sospeso riporta alla mente il tragico incidente di Vermicino avvenuto 38 anni fa. Era il giugno del 1981 quando il piccolo Alfredino Rampi, di 6 anni, finì in un pozzo artesiano profondo 80 metri lungo via di Vermicino, una strada che collega Roma con Frascati.

Si tentò per ore di raggiungere Alfredino, bloccato a 36 metri di profondita’, e riportarlo in superficie ma purtroppo non si riusci’ a salvarlo.

La Spagna e il mondo intero si è mobilitato per dare solidarietà ai genitori già provati dalla perdita di un altro figlio di 3 anni, Oliver, nel 2017 per un malore.

Da tutto il Paese, e anche dall’estero, vengono postate foto e disegni della propria mano o di quella dei bambini in segno di solidarietà. Sul web è nato il movimento, diventato virale in poche ore, con l’hastag #mimanoaJulen, la mia mano a Julen accompagnato da un disegno che raffigura una mano.

Mutua Mba, si unisce per dare il proprio sostegno e segue gli sviluppi delle operazioni di salvataggio nella speranza che si arrivi presto ad un lieto fine.

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