Fertilità: diminuisce del 50% la concentrazione di spermatozoi negli uomini dei paesi occidentali

Nicoletta Mele

Nicoletta Mele

Laureata in scienze politiche. Dal 2001 iscritta all’ Ordine Nazionale dei Giornalisti. Ha collaborato con testate giornalistiche e uffici stampa. Dopo aver conseguito il master in “ Gestione e marketing di imprese in Tv digitale”, ha lavorato per 12 anni in Rai, occupandosi di programmi di servizio e intrattenimento. Dal 2017 è Direttore Responsabile di Health Online, periodico di informazione sulla sanità integrativa.
Nicoletta Mele

Negli uomini dei paesi occidentali la concentrazione di spermatozoi nel liquido seminale sarebbe diminuita di oltre il 50%, ovvero dimezzata in meno di 40 anni.

A stabilirlo uno studio pubblicato sulla rivista scientifica ‘Human Reproduction Update’, le cui conclusioni appaiono preoccupanti per le conseguenze sulla fertilità maschile, anche se diversi specialisti invitano alla cautela nell’interpretazione di questi risultati.

Il numero di spermatozoi in diminuzione ha sollevato preoccupazioni da tempo ed è stato segnalato per la prima volta circa venticinque anni fa.

Tra il 1973 e il 2011, la concentrazione di spermatozoi è scesa da una media di 99 milioni per millilitro di sperma a 47 milioni, secondo la ricerca. L’analisi ha preso in esame oltre 185 studi condotti sull’argomento tra il 1973 e il 2011, che hanno coinvolto ben 43.000 uomini in Australia, Europa, Nord America e Nuova Zelanda. D’altra parte, i ricercatori non hanno trovato significativi elementi di analogo “declino” in Sud America, Asia e Africa – regioni dove sono stati condotti studi meno risalenti nel tempo. Oltre al suo impatto sulla fertilità, una quantità ridotta di sperma è anche correlata con altri problemi di salute, che potrebbero essere causate da fattori ambientali come l’esposizione a pesticidi, stress, fumo o anche una dieta squilibrata.

Il lavoro in questione non ha esaminato le cause del calo di spermatozoi, ma altre ricerche lo hanno associato a influenze esercitate dall’ambiente e dagli stili di vita, tra cui l’esposizione prenatale ad agenti chimici, o a pesticidi da adulti, il fumo, lo stress e l’obesità. Il conteggio degli spermatozoi, concludono gli autori, potrebbe essere la cartina al tornasole dell’impatto dell’ambiente moderno sulla salute maschile per tutta la durata della vita e servire da segnalatore di rischi più ampi.

“Data l’importanza dei conteggi spermatici per la fertilità maschile e la salute, questo studio suona una sveglia a ricercatori e autorità sanitarie di tutto il mondo affinché indaghino sulle cause della forte contrazione continua del numero di spermatozoi, con obiettivo la prevenzione”. Le parole di Hagai Levine, della Hebrew University-Hadassah Braun School of Public Health and Community Medicine (Gerusalemme), che ha condotto la ricerca con Shanna H. Swan della Icahn School of Medicine at Mount Sinai (New York), e un team internazionale di ricercatori da Brasile, Danimarca, Israele, Spagna e Stati Uniti.

L’esperto ha anche affermato che “il genere umano potrebbe estinguersi se il trend continua”.

 

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