Emorragia cerebrale: Quali sono i sintomi? Quali sono i fattori che riducono i rischi?

Nicoletta Mele

Nicoletta Mele

Laureata in scienze politiche. Dal 2001 iscritta all’ Ordine Nazionale dei Giornalisti. Ha collaborato con testate giornalistiche e uffici stampa. Dopo aver conseguito il master in “ Gestione e marketing di imprese in Tv digitale”, ha lavorato per 12 anni in Rai, occupandosi di programmi di servizio e intrattenimento. Dal 2017 è Direttore Responsabile di Health Online, periodico di informazione sulla sanità integrativa.
Nicoletta Mele

 

E’ cronaca recente che Emanuele Spedicato, il chitarrista 37 enne della famosa band salentina Negramaro, è stato colpito ieri (17 settembre n.d.r.) da un’emorragia cerebrale ed è stato trasportato in codice rosso all’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Secondo l’ultimo bollettino medico non sarebbe in pericolo di vita, ma la prognosi resta riservata.

L’ictus che ha colpito il chitarrista dei Negramaro, provoca ogni anno 6,7 milioni di decessi al mondo. Rappresenta il 12% di tutte le cause di morte a livello globale.

Le tre ore che seguono i primissimi sintomi dell’ictus sono molto importanti per evitare il peggio: arrivare prima possibile, o comunque entro questo lasso di tempo, in ospedale per ricevere le prime cure significa poter ridurre al minimo i danni o addirittura tornare alla condizione normale pre-ictus.

Secondo una ricerca americana è emerso che molte persone giovani però danno poco peso ai primi sintomi,e rinviano la richiesta di soccorso a quando la situazione è più grave.

Sono stati anche resi noti i grandi progressi medici nel campo della diagnosi e della terapia, entrambe diventate fra le strategie più innovative in materia di contrasto alla malattia. Per l’ictus ischemico, in particolare, oggi esistono molte strategie terapeutiche per la fase acuta della malattia, come la trombolisi endovenosa e, in casi selezionati, la trombectomia meccanica.

Un elemento importante è il recente inserimento, nella nuova classificazione dell’Oms (Icd-11), dell’ictus tra le malattie del sistema nervoso. Una distinzione che ribadisce il fatto che l’ictus sia una malattia del cervello, da cui il termine ‘Brain attack’, come sottolineato proprio nella campagna della Wfn per la Giornata del 22 luglio.

Ridurre i rischi di ictus è possibile seguendo dei corretti stili di vita.

Tra questi è fondamentale seguire una dieta equilibrata: mangiare molta frutta e verdura, cereali integrali, pesce, olio d’oliva, e consumare meno grassi saturi di origine animale aiuta a limitare il rischio di sviluppare l’ipertensione e ipercolesterolemia. Presentare alti valori di colesterolo aumenta a sua volta il rischio di aterosclerosi.

Praticare una regolare attività fisica di tipo aerobico è la base di uno stile di vita salutare e aiuta a prevenire tutte le malattie cardio-cerebrovascolari compreso l’ictus. Seguire una dieta equilibrata e un’attività fisica aiutano a controllare il proprio peso e a scongiurarne l’aumento.Il fumo è da evitare sempre, sia quello attivo sia quello passivo, perché favorisce la formazione delle placche, che ostruiscono le arterie provocando l’ictus.

È molto importante avere sotto controllo il cuore, soprattutto per i soggetti che hanno sviluppato fibrillazione attirare o ipertensione. In questi casi, consigliano gli esperti, è fondamentale la terapia farmacologica per ridurlo. Lo stress è un altro elemento per la prevenzione.

Allo stress sono associate delle pericolose alterazioni ormonali e metaboliche ma soprattutto lo è l’aumento dei valori della pressione arteriosa.

Quali sono i campanelli d’allarme?

Riconoscere i sintomi dell’ictus è un aspetto primario per ricevere i soccorsi il prima possibile.

Le manifestazioni tipiche di un ictus sono racchiuse nell’acronimo FAST:

  • F come face, faccia: un lato del viso è cascante; chiedete alla persona che avete di fronte di sorridere;
  • A come arm, braccio: chiedete di alzare un braccio. Se non riesce è meglio chiamare i soccorsi;
  • S come speech, parola: il paziente colpito da ictus avrà difficoltà a parlare in modo chiaro;
  • T come time, tempo per indicare la tempestività nel chiedere aiuto.

Anche i disturbi visivi o le difficoltà a mantenersi in equilibrio possono essere dei segni di un ictus in corso.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *