Dolce dormire o svegliarsi all’alba per fare attività fisica?

Nicoletta Mele

Nicoletta Mele

Laureata in scienze politiche. Dal 2001 iscritta all’ Ordine Nazionale dei Giornalisti. Ha collaborato con testate giornalistiche e uffici stampa. Dopo aver conseguito il master in “ Gestione e marketing di imprese in Tv digitale”, ha lavorato per 12 anni in Rai, occupandosi di programmi di servizio e intrattenimento. Dal 2017 è Direttore Responsabile di Health Online, periodico di informazione sulla sanità integrativa.
Nicoletta Mele

Per la nostra salute dormire almeno 7 ore a notte è importante, ma possiamo anche organizzarci andando al letto presto, rispettando il nostro orologio biologico e le nostre cellule muscolari che hanno un proprio ritmo circadiano. Voi cosa ne dite? Meglio restare a letto o svegliarsi presto per andare a correre?

Farsi cullare tra le braccia di Morfeo piace a tutti, ma spesso al mattino, presi dal dovere, invece che recuperare qualche ora di sonno preferiamo svegliarci presto per andare a correre, perché questa è una sana abitudine che fa bene alla salute. Sarà davvero così? O forse sarebbe meglio continuare a dormire?

Quali sono i benefici del sonno?

Domande che hanno aperto un dibattito tra due esperti, Luigi Ferini Strambi, primario del Centro di Medicina del Sonno dell’ospedale San Raffaele di Milano e Gianfranco Beltrami, specialista in Medicina dello Sport, vicepresidente nazionale della Federazione Medico Sportiva Italiana. Per Strambi, “sia il sonno sia l’esercizio fisico sono componenti chiave di uno stile di vita sano e non dovrebbero essere messi l’uno contro l’altro. Sono pure concatenati: riposare riduce il rischio di lesioni e consente ai muscoli di riprendersi. Fare sport, tra i vari vantaggi, offre anche quello di riuscire a dormire meglio”.

E’ una giusta abitudine privarsi del sonno, dormire poco per fare attività fisica?

“Di sicuro non è positivo — ha spiegato l’esperto -: dormire poco comporta rischi a ogni livello, ad esempio indebolisce il sistema immunitario, favorisce l’aumento di peso, le malattie cardiovascolari e il diabete. Non dimentichiamo che negli Stati Uniti hanno deciso di iniziare la scuola un’ora più tardi per migliorare il rendimento degli studenti. Quindi, se bisogna scegliere, meglio optare per sette ore di sonno a notte: il ‘minimo sindacale'”.

Dormire poco per andare a correre fa male e di questo non ha dubbi neanche Gianfranco Beltrami,  il quale suggerisce una scelta calibrata in base alle proprie caratteristiche. “Ci sono i “gufi” e le “allodole” – ha detto-  ormai lo sappiamo: il ritmo circadiano di una persona che si sveglia presto favorisce lo sport mattutino. Per i gufi, invece, può essere un problema: se vanno a letto tardi e si alzano dopo sei ore per uscire, vanno a correre durante la loro notte biologica. Se invece ci si riesce a coricare alle dieci di sera si può anche alzarsi alle sei di mattina”.

Da non sottovalutare l’età, come ha spiegato Beltrami, “col passare degli anni la melatonina (l’ormone che induce il sonno) cala e quindi si fa meno fatica ad alzarsi presto”.

E anche la variabile stagionale è un elemento da prendere in considerazione.

“L’uomo primitivo  –  ha detto Beltrami –  andava a letto quando diventava buio e si svegliava all’alba. L’inverno di per sé induce a dormire di più. Inoltre le basse temperature, quando parliamo di attività fisica all’aperto, richiedono maggiori attenzioni che sottraggono altro tempo. Faccio un esempio: correre con il freddo rende necessarie alcune accortezze, come fare un riscaldamento adeguato in casa per non rischiare di strapparsi un muscolo. Questo richiede minuti supplementari. Per non parlare della colazione: si può correre a digiuno per massimo un’ora ma non di più. Se l’allenamento è più intenso o bisogna mangiare qualcosa per sentirsi in forma prima di uscire, allora si deve aggiungere altro tempo”.

In sostanza, per la nostra salute dormire almeno 7 ore a notte è importante, ma possiamo anche organizzarci andando al letto presto rispettando il nostro orologio biologico e le nostre cellule muscolari che, come scoperto da una ricerca della Northwestern University di Chicago pubblicata su Cell Metabolism nel 2016, hanno un proprio ritmo circadiano. Gli scienziati hanno dimostrato come le fasce muscolari siano più efficienti e guariscano meglio durante il giorno rispetto alla notte.

Aldilà delle ricerche scientifiche, la domanda è: voi cosa ne dite? Meglio restare a letto e puntare più sveglie a distanza di 5 minuti l’una dall’altra o alzarsi in largo anticipo per andare a correre?

 

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