DIAGNOSI TUMORE AL SENO: UN TEST DEL SANGUE AL POSTO DELLA MAMMOGRAFIA?

Nicoletta Mele

Nicoletta Mele

Laureata in scienze politiche. Dal 2001 iscritta all’ Ordine Nazionale dei Giornalisti. Ha collaborato con testate giornalistiche e uffici stampa. Dopo aver conseguito il master in “ Gestione e marketing di imprese in Tv digitale”, ha lavorato per 12 anni in Rai, occupandosi di programmi di servizio e intrattenimento. Dal 2017 è Direttore Responsabile di Health Online, periodico di informazione sulla sanità integrativa.
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Un test del sangue, una procedura semplice e non invasiva sarebbe in grado di controllare alcuni biomarcatori spia della presenza del tumore al seno anche di piccole dimensioni “con lo stesso grado di probabilità di una mammografia”.

La notizia è rimbalzata su tutti i media dopo che uno dei più importanti quotidiani tedeschi, Bild, ha pubblicato la rivoluzionaria news dello studio realizzato da un team di ricerca dell’Università di Heidelberg. 

Il nuovo test è stato effettuato su 650 donne, “la metà delle quali era ammalata e l’altra no”. I ricercatori hanno analizzato il sangue delle donne malate di tumore e hanno rilevato la presenza di 15 diversi biomarcatori grazie ai quali è possibile diagnosticare la presenza dei tumori, anche più piccoli.

Gli esperti hanno spiegato che l’esame del sangue è basato su un’innovativa procedura di biopsia liquida in grado di identificare la presenza della malattia senza essere invasivo. “Il test del sangue sviluppato dal nostro team di ricerca è un modo nuovo e rivoluzionario per rilevare il cancro al seno in modo non invasivo e rapidamente utilizzando biomarker nel sangue. La procedura dovrebbe essere disponibile già quest’anno, dopo però la pubblicazione dello studio.  Per la veridicità del test dovranno essere eseguiti studi più ampi ma al momento i risultati sono stati definiti dagli esperti sensazionali in quanto 500 pazienti affetti da cancro al seno il test ha riconosciuto la malattia nel 75% dei casi. Ad ogni modo i risultati non possono essere ancora giudicati. Secondo il centro tedesco di ricerca sul cancro (DKFZ) finora non è uscita alcuna valutazione dello studio su una rivista di settore. Per questa ragione il responsabile del Centro tedesco per la ricerca sul cancro si è astenuto dal commentare il test, dicendo che ogni valutazione sarebbe al momento solo una semplice speculazione.

I progressi della ricerca per la prevenzione e la cura del tumore mammario è un tema seguito da La voce di Mba che ha pubblicato diversi articoli ricordando l’importanza della prevenzione e della campagne di sensibilizzazione nei confronti di questa neoplasia che, secondo le stime della VIII edizione del volume “I numeri del cancro in Italia”, (AIOM – Associazione Italiana di Oncologia Medica ed AIRTUM Associazione Italiana dei Registri Tumori), nel 2018 verranno diagnosticati in Italia circa 52.800 nuovi casi di carcinomi della mammella femminile (dati AIRTUM). E’ importante ricordare che la una sopravvivenza a 5 anni è pari all’87% e la sopravvivenza dopo 10 anni dalla diagnosi è pari all’80%.

Il rischio per la donna di ammalarsi di carcinoma della mammella aumenta con l’aumentare dell’età, con una probabilità di sviluppo di cancro al seno del 2,4% fino a 49 anni (1 donna su 42), del 5,5% tra 50 e 69 anni (1 donna su 18) e del 4,7% tra 70 e 84 (1 donna su 21).

Le donne sopra i 50 anni d’età hanno un maggior rischio di sviluppare un tumore mammario. Sono stati identificati altri fattori di rischio legati a: fattori riproduttivi (menarca precoce e una menopausa tardiva; nulliparità, una prima gravidanza a termine dopo i 30 anni, il mancato allattamento al seno); fattori ormonali (terapia ormonale sostitutiva assunta durante la menopausa); fattori dietetici e metabolici (elevato consumo di alcool e di grassi animali e basso consumo di fibre vegetali), pregressa radioterapia (a livello toracico e specialmente se prima dei 30 anni d’età) e precedenti displasie o neoplasie mammarie. Inoltre, il 5%-7% dei tumori mammari risulta essere legato a fattori ereditari, 1/4 dei quali determinati dalla mutazione di due geni, BRCA 1 e/o BRCA 2. 

Fonte: I numeri del cancro in Italia 2018

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