CUORE: DALL’UNIVERSITA’ DI TEL AVIV ARRIVA IL CEROTTO BIONICO

Nicoletta Mele

Nicoletta Mele

Laureata in scienze politiche. Dal 2001 iscritta all’ Ordine Nazionale dei Giornalisti. Ha collaborato con testate giornalistiche e uffici stampa. Dopo aver conseguito il master in “ Gestione e marketing di imprese in Tv digitale”, ha lavorato per 12 anni in Rai, occupandosi di programmi di servizio e intrattenimento. Dal 2017 è Direttore Responsabile di Health Online, periodico di informazione sulla sanità integrativa.
Nicoletta Mele

Alcuni ricercatori dell’Università di Tel Aviv hanno ideato un cerotto bionico, per riparare le conseguenze di un infarto o di una insufficienza cardiaca

Niente più trapianti di cuore. Questo è l’auspicio per il futuro dei ricercatori dell’Università di Tel Aviv che hanno ideato un cerotto bionico, composto da un mix di materiale biocompatibile e cellule cardiache, in grado di riparare le conseguenze di un infarto o di un’insufficienza cardiaca.

Cerotto bionico

 

Com’è fatto e come funziona l’innovativo strumento?

E’ composto da sensori che mandano in tempo reale al medico le informazioni cardiache del paziente e da elettrostimolatori che permettono di captare aritmie o altre anomalie cardiache e di avviare in tempo reale il rilascio dei farmaci più adatti in quel determinato momento.

I ricercatori hanno spiegato come il cerotto bionico interagisce con il medico, permettendogli di intervenire in tempo reale sui propri pazienti. “Immaginiamo che un paziente con il cerotto integrato nel cuore sia in casa e si senta male, il suo medico sarà in grado di vedere le informazioni inviate dal cerotto al suo computer. Potrà quindi intervenire per riassestare il corretto ritmo cardiaco e attivare il rilascio di farmaci che stimolino la rigenerazione del tessuto cardiaco, il tutto da remoto”.

Non solo, in futuro, la nuova tecnologia potrebbe essere ancor più innovativa tanto da consentire al cerotto di funzionare in maniera autonoma e cioè sentire le condizioni fisiche del paziente e rispondere in maniera adeguata senza l’intervento esterno dello specialista. “Con questo cerotto cardiaco -hanno specificato i ricercatori- abbiamo integrato elettronica e tessuto vivente. Sembra fantascienza, ma è già realtà e ci aspettiamo che questa invenzione consenta un enorme avanzamento della ricerca in campo cardiologico”.

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