Cervello, scoperto il ‘motore’ che fa comunicare le cellule

Mariachiara Manopulo

Mariachiara Manopulo

Bolognese di nascita e quasi romana d’adozione, mi sono laureata in Scienze della comunicazione pubblica, sociale e politica, e specializzata prima con un Master in diritto parlamentare e valutazione delle politiche pubbliche e poi con un Master in Digital PR e Media Relations. Ho avuto diverse esperienze nel settore della comunicazione; dopo più di tre anni passati nell'ufficio stampa di un gruppo parlamentare alla Camera dei deputati, ora lavoro nell'ufficio Comunicazione e Marketing di Health Italia.
Mariachiara Manopulo

È la chiave per capire malattie neurologiche e per individuare nuove terapie farmacologiche mirate

http://www.cell.com/cell-reports/fulltext/S2211-1247(16)30245-5Grazie ad una collaborazione fra l’Università di Genova, il Centro di Synaptic Neuroscience and Technology dell’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) e l’Università Vita – Salute San Raffaele di Milano, è stato scoperto il motore molecolare che mette in comunicazione le cellule nervose. Una scoperta importantissima, che permetterà di fare luce su molte malattie neurologiche, compresa l’emicrania, e aprirà la strada a nuovi farmaci. La ricerca è stata finanziata Fondazione Telethon, e ha messo in relazione la mutazione del gene PRRT2, presente nelle sinapsi neuronali, con alcune malattie neurologiche, come l’epilessia benigna infantile e l’emicrania. Il PRRT2 è un gene chiave per favorire la comunicazione tra i neuroni: è infatti attivo nelle connessioni (sinapsi) grazie alle quali le cellule nervose entrano in comunicazione tra loro per trasmettere informazioni.

Il gruppo di ricerca, guidato da Fabio Benfenati, del dipartimento di Medicina Sperimentale dell’Università di Genova, è riuscito a individuare l’esatta funzione del gene PRRT2. Il suo compito è quello di facilitare il rilascio di una sostanza-messaggero (neurotrasmettitore), chiamata Sinaptotagmina, che “avvia” la trasmissione delle informazioni tra i neuroni. In questo modo, la trasmissione delle informazioni tra i neuroni avviene in modo più semplice e veloce. Quando il gene PRRT2 è mutato la sostanza-messaggero non viene rilasciata, rendendo così impossibile la comunicazione tra i neuroni. Conoscere questo meccanismo d’azione, oltre ad aumentare le nostre conoscenze sul funzionamento del sistema nervoso, rappresenta un passo avanti per definire nuove strategie terapeutiche mirate. I risultati completi della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Cell Reports e sul Journal of Biological Chemistry.

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