Canali troppo rumorosi a Venezia. È a rischio la salute dei visitatori

Alessandro Notarnicola

Alessandro Notarnicola

Mi occupo di giornalismo e critica cinematografica. Dopo la laurea in Lettere e Filosofia nel 2013, nel 2016 ho conseguito la Laurea Magistrale in "Editoria e Scrittura". Da qualche anno mi sono concentrato sull'attività della Santa Sede e sui principali eventi che coinvolgono la Chiesa cattolica in Italia e nel mondo intero.
Alessandro Notarnicola

Preoccupa l’inquinamento acustico nella città di Venezia.

A Venezia i rii e i canali sono troppo rumorosi e questo potrebbe essere dannoso per la salute dei milioni di turisti che ogni anno la visitano. Lo dimostra uno studio affidato all’Agenzia per l’ambiente del Veneto per trovare il modo di “silenziare” l’inquinamento acustico provocato negli storici e affollati canali veneziani, dal continuo passaggio di imbarcazioni – in particolare taxi – che in alcuni casi alimentano tensioni e stress nei turisti e nei pochi residenti rimasti nella città lagunare. Si richiede pertanto all’amministrazione della città di mettere mano al fonometro per riequilibrare la situazione.

Venezia è una delle città più visitate in Italia e in Europa: con 1 miliardo e 178 milioni di euro speso dai visitatori in attività culturali e creative, il capoluogo lagunare conquista il terzo posto restando dietro a Roma (con 3 miliardi) e Milano (con 1,4 miliardi). Ma nonostante queste cifre da capogiro che le assicurano un primato culturale e turistico assente in molti altri capoluoghi del nostro Paese, la città del Doge deve affrontare oggi un problema certamente non trascurabile. Spesso, difatti, avviene che le flotte di turisti, a cui era stata addebitata la scarsa salute dei Tetrarchi monumento di origine bizantina sito all’angolo del Tesoro, verso il palazzo Ducale e la Porta della Carta in piazza San Marco, su cui si appoggiano per ristorarsi, lamentano una dimensione eccessivamente caotica per i vicoli, e dunque per i canali, di Venezia e per questo l’amministrazione non esclude di intervenire con un “numero chiuso” per limitare il passaggio delle barche nei canali più trafficati, laddove i risultati delle indagini dell’Arpav dimostrassero che le lamentele dei cittadini sono fondate.

Lo si apprende dall’atto firmato dal dirigente della Mobilità Loris Sartori, che affida l’incarico ad Arpav, con una spesa di 12 mila euro. La decisione di coinvolgere gli esperti d’ambiente della Regione Veneto in un’indagine specifica che punta a monitorare il rumore in sei canali della città, ma anche a porvi un limite, arriva infatti da alcune segnalazioni “pervenute al sindaco, che lamentano rischi per la salute dei residenti, relative all’inquinamento acustico provocato dal transito dei natanti in Rio Novo, soprattutto taxi acquei”.

L’atto affida all’Arpav l’impegno di realizzare delle misurazioni mirate dei livelli di inquinamento acustico in sei canali della città storica – partendo da Rio Marin – con un conteggio aggiornato dei numero e dei tipi di imbarcazioni in transito. Obiettivo finale, quello di realizzare un modello del rumore prodotto dal traffico acqueo “per procedere ad effettuare simulazioni che permetteranno di verificare l’efficacia di eventuali attività di limitazione al traffico navale su determinati rii, per limitare l’inquinamento acustico dove dovesse essere necessario o l’amministrazione lo ritenesse opportuno”.

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