A Bologna parte il primo corso per assistenti sessuali per disabili

Alessandro Notarnicola

Alessandro Notarnicola

Mi occupo di giornalismo e critica cinematografica. Dopo la laurea in Lettere e Filosofia nel 2013, nel 2016 ho conseguito la Laurea Magistrale in "Editoria e Scrittura". Da qualche anno mi sono concentrato sull'attività della Santa Sede e sui principali eventi che coinvolgono la Chiesa cattolica in Italia e nel mondo intero.
Alessandro Notarnicola

Uno dei tabù della società italiana riguarda il rapporto tra il sesso e le persone aventi difficoltà fisiche o mentali di varia natura. Oggi tuttavia questo “non detto” è stato finalmente svelato con la nascita del corso per assistenti sessuali per disabili, a Bologna, promosso e incoraggiato con tavole rotonde, pubblicazioni ed eventi già dal 2013. Si tratta degli Operatori all’emotività, all’affettività e alla sessualità delle persone con disabilità che nell’arco di quattro giornate seguiranno questo corso a pagamento. I partecipanti, 17 persone, sono statti selezionati a Roma nel 2014 e sono tutti educatori e operatori socio-sanitari, tra i 25 e i 45 anni, e un laureato in filosofia. “Finora abbiamo aspettato la politica, perché avremmo preferito muoverci nel quadro di una legge nazionale o regionale. Ma nessuno ci ascolta, così abbiamo deciso di auto-autorizzarci”, ha spiegato Maximiliano Ulivieri tra i fondatori dell’associazione LoveGiver che nell’arco di pochi anni è diventata un collettore di storie diverse.

Fino ad ora la tematica, tanto delicata quanto comune e di carattere sociale, è stata affrontata con grande rispetto dal cinema: da una comicità morbida e raffinata di “Quasi Amici” del 2011 diretto da Olivier Nakache e Éric Toledano, fino a “The Sessions”, che narra di una storia tratta da un articolo scritto dal Mark O’Brien, un poeta paralizzato dal collo in giù a causa della poliomelite. Nella vita reale l’uomo aveva assunto un cosiddetto “surrogato del sesso” per perdere la verginità. Nella versione cinematografica, interpretata da John Hawkes e Helen Hunt, ci si sofferma sull’approccio dell’assistente al malato chiarendo come l’impegno della professionista sia molto lontano dalla mera prostituzione.

Ulivieri ritiene che si tratti di “un atto di disobbedienza civile”, ma in realtà lo sarà soprattutto quando i suoi allievi passeranno dalla teoria alla pratica, cominciando il loro tirocinio in associazioni o famiglie. “Potrebbero accusarci di favoreggiamento della prostituzione, c’è questo rischio, ma prima bisogna che qualcuno mi denunci”. I docenti, oltre a lui, saranno il presidente dell’Istituto italiano di sessuologia scientifica Fabrizio Quattrini, l’avvocato Lorenzo Simonetti, il dottor Rocco Salvatore Calabrò, il formatore Maurizio Nada e Judith Aregger, assistente sessuale in Svizzera. “Lo scopo — spiega ancora Ulivieri — è permettere ai disabili di riscoprire il proprio corpo come fonte di piacere e non solo di sofferenza e disagi quotidiani, attraverso il contatto, l’accarezzamento, il massaggio, l’abbraccio, l’accompagnamento alla masturbazione o anche semplicemente con la presenza, l’affetto e l’umanità”.

Sull’assistenza sessuale per disabili è già stato approntato un disegno di legge, che tuttavia non è mai stato discusso in Parlamento a differenza degli altri paesi europei. “Purtroppo non è stata considerata una priorità, non è mai arrivato neanche in commissione — spiega a Repubblica il primo firmatario, il senatore Pd Sergio Lo Giudice —. In Italia c’è una grande difficoltà a discutere di sessualità. La nostra legge impegna il ministero della Salute a emettere linee guida che consentirebbero alle Regioni di attivare corsi di formazione ad hoc. Metterebbe al riparo da equivoci tra l’assistente sessuale e la prostituzione: la libera sessualità dei disabili non è soltanto un loro bisogno, è anche un diritto garantito da una sentenza della Corte costituzionale. Ulivieri mi ha detto che sarebbe partito, non fa niente di male se organizza un corso”.

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