Bioinformatica oncologica: la Toscana sostiene la ricerca medica

Nicoletta Mele

Nicoletta Mele

Laureata in scienze politiche. Dal 2001 iscritta all’ Ordine Nazionale dei Giornalisti. Ha collaborato con testate giornalistiche e uffici stampa. Dopo aver conseguito il master in “ Gestione e marketing di imprese in Tv digitale”, ha lavorato per 12 anni in Rai, occupandosi di programmi di servizio e intrattenimento. Dal 2017 è Direttore Responsabile di Health Online, periodico di informazione sulla sanità integrativa.
Nicoletta Mele

Per dare sostegno ai pazienti oncologici e migliorare le terapie, presso l’ospedale di Prato in Toscana, già noto come polo di eccellenza a livello nazionale, è nata la prima unità di bioinformatica oncologica.

Nuovi progetti sempre più orientati verso la medicina personalizzata.

Per dare sostegno ai pazienti oncologici, presso l’ospedale di Prato in Toscana, già noto come polo di eccellenza a livello nazionale, è nata la prima unità di bioinformatica oncologica.

E’ una disciplina innovativa che ha come obiettivo risolvere i problemi in ambito medico attraverso i metodi informatici. E’ in forte crescita la tendenza alla cura personalizzata in ambito medico, motivo per il quale la bioinformatica gioca un ruolo di primo piano essendo uno strumento efficace per la cura delle patologie. Si tratta quindi di una medicina di precisione, grazie alla quale il paziente ha la possibilità di ottenere, con l’identificazione di specifici biomarkes, la cura adeguata al momento giusto. Tre sono gli obiettivi: una migliore qualità delle cure per il paziente oncologico, una forte sinergia all’interno della rete della Regione e uno stimolo per i giovani ricercatori nei confronti di una disciplina in crescita.

La costituzione di questa nuova unità è stata possibile grazie al finanziamento da parte della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e dalla Fondazione Sandro Pitigliani per la lotta contro i tumori. Una sinergia tra il pubblico e il privato.

“Tradizionalmente la nostra Fondazione – ha spiegato in una nota il Direttore di Fondazione CRF, Gabriele Gori – ha sempre mostrato un’attenzione particolare per i progressi della scienza medica e, negli ultimi anni, ha cercato di promuovere tutti quei progetti che sperimentano le nuove tecnologie nell’ambito della ricerca e della cura del paziente. Crediamo che l’Unità di Bioinformatica possa rappresentare, oltre a un oggettivo e misurabile miglioramento delle performances del centro oncologico di Prato, uno stimolo alla diffusione di questa nuova professionalità, quella del bioinformatico, che interpreta ed elabora i dati rendendoli disponibili per l’applicazione sul paziente e che sarà sempre più richiesta in futuro’’.

L’unità di Bioinformatica, come ha dichiarato il Dottor Angelo Di Leo, direttore di Oncologia medica dell’Ospedale Santo Stefano di Prato, “è una struttura che unisce competenze informatiche, matematico-statistiche e biologiche con l’obiettivo di analizzare l’enorme mole di dati oggi ottenibili dalle nuove tecnologie per lo studio del DNA. La nuova unità sarà determinante per arrivare a personalizzare la cura attraverso una medicina di precisione che tenga in considerazione le caratteristiche specifiche della malattia di ogni paziente oncologico. In questo modo, la nostra équipe di oncologi avrà gli strumenti necessari per identificare la giusta terapia, al giusto paziente, nel giusto momento”.

 

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