Bebe Vio e Francesco Bettella per la Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità

Nicoletta Mele

Nicoletta Mele

Laureata in scienze politiche. Dal 2001 iscritta all’ Ordine Nazionale dei Giornalisti. Ha collaborato con testate giornalistiche e uffici stampa. Dopo aver conseguito il master in “ Gestione e marketing di imprese in Tv digitale”, ha lavorato per 12 anni in Rai, occupandosi di programmi di servizio e intrattenimento. Dal 2017 è Direttore Responsabile di Health Online, periodico di informazione sulla sanità integrativa.
Nicoletta Mele

Ieri si è celebrata la Giornata Internazionale dei Diritti delle Persone con Disabilità: a Bebe Vio, campionessa paralimpica di scherma, e Francesco Bettella, componente della Nazionale Italiana paralimpica, sono stati dedicati due cortometraggi realizzati da “Fabrica”.

La disabilità oltre l’ostacolo. Ieri, 3 dicembre, in tutto il mondo si è celebrata la Giornata Internazionale dei Diritti delle Persone con Disabilità  – come stabilito dal “Programma di azione mondiale per le persone disabili” istituito nel 1981 dall’Assemblea generale dell’ONU – e su tutto il territorio nazionale si sono svolte diverse attività volte a promuovere sempre di più la conoscenza sui temi della disabilità ed a sostenere la piena inclusione delle persone disabili in ogni ambito della vita, allontanando ogni forma di discriminazione e violenza.

In occasione della Giornata Internazionale, a Bebe Vio, campionessa paralimpica di scherma, e Francesco Bettella, componente della Nazionale Italiana paralimpica, sono stati dedicati due cortometraggi realizzati da “Fabrica” (centro di ricerca per la comunicazione).

Nei cortometraggi i ragazzi raccontano la loro storia, i sacrifici che hanno fatto per realizzare i loro sogni, ma soprattutto la forza nel convivere con la disabilità e superare gli ostacoli quotidiani.

Beatrice Vio è stata testimonial di campagne di vaccinazione contro la meningite, patologia che l’ha colpita all’età di 11 anni causandole un’estesa infezione con necrosi e successiva amputazione degli arti. La giovane campionessa, tira di scherma da quando aveva cinque anni. All’età di 12 anni le sono stati amputati tutti gli arti, ma lei non ha mollato e, grazie anche al sostengo della sua famiglia, ha sfidato ogni limitazione e ha continuato a giocare da seduta raggiungendo risultati sorprendenti: a 19 anni si è aggiudicata il titolo di campionessa del mondo. Oggi è sempre in prima linea per dare forza e sostegno alle persone che si trovano nella sua stessa condizione fisica ed ha anche fondato l’Associazione Art4Sport, con l’obiettivo di offrire ai bambini che hanno subito amputazioni le protesi necessarie per poter continuare a fare sport.

Il cortometraggio di Bebe è stato presentato in anteprima a ‘DOC’ di New York nella sezione “The future is feminine”, vincendo il premio come miglior documentario.

“Da quando ero piccolo ho la passione per le auto, la loro forma, la loro velocità, la complessità dei loro pezzi. Ogni pezzo, per quanto piccolo, è veramente importante, è parte di un tutto. Ogni tanto però qualcosa non funziona come dovrebbe..”. Con questa frase inizia il cortometraggio del campione di nuoto, nonché giocatore della Nazionale Italiana Nuoto Paralimpica  – due Argenti vinti con la squadra italiana alle Paralimpiadi di Rio – Francesco Bettella.

Francesco ha scoperto di essere affetto da una patologia progressiva all’età di 2 anni. Ha iniziato a nuotare sin da subito perché il nuoto gli serviva come terapia, ma presto ha capito che avrebbe rappresentato uno strumento utile sia per convivere con la disabilità che per la sua carriera sportiva. Ha iniziato il nuoto agonistico a 15 anni e si è confrontato con atleti affetti da altre disabilità. Il nuoto però non è stata l’unica sua passione: Francesco ha studiato ingegneria meccanica scrivendo la tesi sull’analisi  strutturale di una carrozzina da rugby. Grazie ai suoi studi ha sviluppato un mezzo meccanico per aiutare ragazzi con disabilità, ma anche per studiare meglio il suo corpo.

Con lo sport, si raggiunge un obiettivo ma c’è sempre un traguardo all’orizzonte. Quello di Francesco, oltre a dare sempre il massimo nel nuoto, è riuscire ad infilarsi le scarpe, sfida che lui sostiene essere quella più difficile della sua vita.

I due giovani, entrambi veneti, sono stati protagonisti di cortometraggi che testimoniano come, nonostante la disabilità, si possono coronare dei sogni ed essere inclusi nella collettività. Storie di chi condannato ad essere ultimo, è diventato primo.

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