Aumentano gli italiani favorevoli alla donazione degli organi

Alessandro Notarnicola

Alessandro Notarnicola

Mi occupo di giornalismo e critica cinematografica. Dopo la laurea in Lettere e Filosofia nel 2013, nel 2016 ho conseguito la Laurea Magistrale in "Editoria e Scrittura". Da qualche anno mi sono concentrato sull'attività della Santa Sede e sui principali eventi che coinvolgono la Chiesa cattolica in Italia e nel mondo intero.
Alessandro Notarnicola

Una delle domande più googlate degli ultimi tempi è “Come fare per donare gli organi?”. Una curiosità piuttosto particolare se si considera che la donazione e il trapianto degli organi sono tra i momenti di vita più determinanti di sempre. Già a partire dagli anni ’90 del secolo scorso la scienza e la medicina hanno fatto di tutto per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema: grandi campagne pubblicitarie, testimonianze raccolte in libri di narrativa o portate negli studi televisivi nazionali affinché tutti, anche coloro che si dicono contrari, possano capire quanto importante sia “creare nuova vita”. In tal senso, il professore Battista Catania, responsabile del reparto Dialisi dell’ospedale ‘Lotti’ di Pontedera, ha pubblicato un libro, L’essere è colui che dà, dalla sua donazione vive chi riceve, composto dalle esperienze dei pazienti che grazie al trapianto hanno potuto abbandonare la dialisi e ritornare a vita nuova, e oggi si è posto alla ricerca di un fumettista che possa illustrare il libro sull’importanza della donazione di organi, in modo da poter sensibilizzare sulla cultura del dono soprattutto i ragazzi. “E’ una battaglia civile che dobbiamo combattere per sensibilizzare alla cultura della donazione di organi, sangue, tessuti e tempo libero i giovani delle scuole superiori – ha spiegato il dottor Catania – la donazione di un rene da parte di una persona che morendo ha detto sì alla donazione, consente questa rinascita. Ci sono tanti malati renali che hanno bisogno di un rene per non fare più dialisi e pochi sono i donatori”.

Intanto in Italia sono aumentati i donatori di organi: nel 2017 infatti si è registrata una crescita inedita del +18%. Il 2017 è stato un anno molto positivo poiché ha portato il Paese in vetta nelle classifiche europee. E’ quanto emerge dai dati diffusi dal Centro nazionale trapianti (Cnt) aggiornati al 30 novembre. Da due anni il trend è sempre in crescita: già nel 2016 si registrava un +15%. La quota dei donatori è di 28,7 casi per milione di abitanti (rispetto al 24,3 del 2016). Molto più ben disposto il Centro Nord (35,4 donatori per milione) rispetto al Centro Sud (19,1). “Per le donazioni il dato di 35 donatori per milione di abitanti del Centro Nord è di grande importanza – ha affermato Alessandro Nanni Costa, presidente de Cnt, alla presentazione dei dati – perché vuol dire che nell’area Centro Nord abbiamo un modello che ha raggiunto risultati finora ottenuti solo in Spagna e che sono tra i migliori al mondo. Anche nell’area Centro Sud, però, dove le donazioni sono 20 per milione di abitanti, il dato è cresciuto molto e siamo comunque sopra le medie europee. Sono dati significativi che rappresentano l’indice di una crescita complessiva del sistema”.

Il caso. E intanto, mentre in Italia si festeggia questo dato che dona fiducia e speranza, dalle pagine del Daily Mail si apprende una storia commovente che vede protagoniste due donne, una madre e una figlia che non avrebbe mai potuto vivere. Si tratta di Hayley Martin, una donna inglese che quando ha saputo che la sua bambina affetta da agenesia renale – ancora in grembo – non sarebbe nata viva ha deciso di portare avanti la gravidanza. Al momento della nascita la piccola ha lottato per restare in vita per lunghi 96 minuti ma non ce l’ha fatta. A questa triste notizia se ne è sommata una seconda. Quando hanno saputo che la loro piccola sarebbe morta, i due genitori avevano deciso che almeno i suoi organi avrebbero potuto donare “nuova vita” a un altro piccolo, ma non è stato possibile. La malattia, vera e propria malformazione dell’apparato renale, non ha infatti consentito uno sviluppo regolare dei reni e del fegato, inoltre il poco liquido amniotico non ha neppure permesso un regolare sviluppo dei polmoni. Per questi motivi la bimba era troppo piccola perché i suoi organi potessero essere validi per delle donazioni.

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