Metodo anticoncezionale: sempre più donne preferiscono l’anello alla pillola

Alessandro Notarnicola

Alessandro Notarnicola

Mi occupo di giornalismo e critica cinematografica. Dopo la laurea in Lettere e Filosofia nel 2013, nel 2016 ho conseguito la Laurea Magistrale in "Editoria e Scrittura". Da qualche anno mi sono concentrato sull'attività della Santa Sede e sui principali eventi che coinvolgono la Chiesa cattolica in Italia e nel mondo intero.
Alessandro Notarnicola

Numerosi sono i vantaggi dell’anello anticoncezionale: innanzitutto garantisce un’altissima sicurezza contraccettiva equivalente al 99% e molte donne lo preferiscono poiché a differenza della pillola non ne dimenticano l’“assunzione”.

Sono sempre di più le donne che alla pillola contraccettiva prediligono l’anello anticoncezionale che nella sostanza funziona esattamente come la prima ma nell’utilizzo ha pratiche d’uso e tempistiche ben diverse. Entrambi i metodi hanno un unico scopo: mediante il rilascio di piccole dosi di ormoni impediscono l’ovulazione e consentono dunque alla donna di avere rapporti sessuali senza correre il rischio – se di rischio si tratta – di restare incinta. Esso infatti contiene una piccola quantità di due ormoni sessuali femminili, etonogestrel e etinilestradiolo rilasciati nella circolazione sanguigna. Le quantità di ormoni rilasciate sono basse, per tale ragione è ritenuto un contraccettivo ormonale a basso dosaggio, con efficacia paragonabile a quella delle pillole di ultima generazione.

Numerosi sono i vantaggi dell’anello: innanzitutto garantisce un’altissima sicurezza contraccettiva equivalente al 99% e molte donne lo preferiscono poiché a differenza della pillola non ne dimenticano l’“assunzione”.  Non è un caso che sia annoverato fra i metodi contraccettivi “Fit and forget” (indossali e scordali).  Gli ormoni rilasciati dall’anello contraccettivo passano rapidamente nel circolo sanguigno, essendo la mucosa di rivestimento vaginale particolarmente sottile e ricca di vasi sanguigni. A differenza della pillola, l’anello vaginale non prevede il primo passaggio tramite il fegato, né attraverso il tratto gastrointestinale: in tal modo, la sicurezza anticoncezionale è assicurata anche in caso di diarrea e vomito. Nel quotidiano e soprattutto nel corso dei rapporti sessuali sia la donna che l’uomo non avvertono la presenza dell’anello e lo stesso assicura una regolare ritmicità mestruale anche a quelle donne che ravvisano anomalie nel ciclo.

Inoltre, l’anello non ha solo una funzione contraccettiva come molti già sanno ma è anche portatore di una soluzione protettiva nei confronti dell’HIV. Al suo interno infatti è contenuta la dapivirina, un farmaco antivirale che impedisce la replicazione virale nelle cellule umane. I risultati emergono da studi risultati positivi nell’Africa Subsahariana, dove l’infezione è diffusa e dove è stato sperimentato nell’ambito di due diverse ricerche su un campione di circa 4500 donne.

Questo strumento di prevenzione è stato studiato a Boston in occasione del Croi- Conference on retrovirus and opportunistic infections. Non è efficace al 100%, ma gli esperti evidenziano una riduzione di infezioni fra il 27 e il 31%, un risultato certamente notevole e significativo. Si tratta di un dispositivo alla portata di tutti. È acquistabile sul mercato a un prezzo di pochi dollari o euro e ha una durata di 5 anni dalla prima applicazione. Molto piccolo, non procura disturbi alla donna e l’uomo non solo non lo avverte ma potrebbe persino essere tenuto all’oscuro essendo davvero impercettibile. Le ricerche, pubblicate sul New England Journal of Medicine, hanno dimostrato che l’utilizzo dell’anello riduce il tasso di infezione di circa il 30% ed è più efficace nelle donne meno giovani.

Nel mondo più di 37 milioni di persone sono affette dal virus dell’HIV, più della metà sono donne e la maggioranza vive nell’Africa Subsahariana. Prima dell’inizio dello studio dell’anello vaginale per prevenire l’infezione da HIV gli altri studi non avevano dato risultati significati poiché la maggior parte delle pazienti non aderiva alle terapie a base di pillole antivirali o gel vaginali.

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