Allarme per la Terra: il Mar Caspio sta evaporando

Alessandro Notarnicola

Alessandro Notarnicola

Mi occupo di giornalismo e critica cinematografica. Dopo la laurea in Lettere e Filosofia nel 2013, nel 2016 ho conseguito la Laurea Magistrale in "Editoria e Scrittura". Da qualche anno mi sono concentrato sull'attività della Santa Sede e sui principali eventi che coinvolgono la Chiesa cattolica in Italia e nel mondo intero.
Alessandro Notarnicola

Il Mar Caspio sta evaporando e se non aumenterà l’apporto dei fiumi o delle piogge, tutta la sua parte meno profonda potrebbe andare perduta per sempre.

Nelle stesse ore in cui Papa Francesco e il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo pubblicano il messaggio congiunto scritto in occasione della Giornata di preghiera per la cura del Creato, sulla rivista americana Geophysical Research Letters, è apparsa una notizia piuttosto preoccupante: il Mar Caspio sta evaporando. Non è tuttavia la prima volta che il più grande lago del mondo perde acqua, ma oggi – in tempi di siccità e di scarsità d’acqua per più Paesi del mondo, Italia compresa – lo sta facendo a un ritmo doppio rispetto al minimo degli anni ’70. La scoperta si deve alle osservazioni satellitari. Secondo il team di scienziati che hanno seguito il progressivo cambiamento del mare/lago se non aumenterà l’apporto dei fiumi o delle piogge, tutta la sua parte meno profonda potrebbe andare perduta per sempre.

È dunque allarme ecologico e sarebbe un disastro per il pianeta Terra. Come riferisce Repubblica.it la maggiore preoccupazione che affligge gli studiosi non è tanto il livello attuale delle acque, non è stato infatti ancora raggiunto il record negativo fatto registrare alla fine degli anni ’70, quanto piuttosto il trend in picchiata, un calo di quasi sette centimetri all’anno, il doppio rispetto a 40 anni fa. La tendenza non sembra diminuire tanto che dal 1995 al 2015 la curva è diventata sempre più ripida.

La scoperta che il mar Caspio si sta riducendo è avvenuta casualmente, calibrando gli strumenti dei satelliti Grace (Gravity recovery and climate experiment) della Nasa, sonde che misurano accuratamente il campo gravitazionale della Terra e che riescono a individuare e misurare la quantità di acqua presente, anche nel sottosuolo. Come una bilancia che riesce però a pesare mentre è in orbita, a quasi 500 chilometri di distanza.

Lo specchio d’acqua, con una superficie pari a circa 371.000 chilometri quadrati (più della Germania), ha sperimentato molte fluttuazioni nella sua profondità media negli anni più recenti. La più importante delle quali, appunto, si è conclusa alla fine degli anni 70.

Il Caspio, che rappresenta al momento la più grande massa d’acqua chiusa della Terra, e per questo spesso classificato come il più grande lago del mondo, è anche uno dei laghi più profondi, l’abisso arriva a oltre un chilometro nella sua parte meridionale, è salato e può essere considerato come un piccolo mare. Il rischio riguarda però soprattutto la parte settentrionale, quella meno profonda: “L’evaporazione – informano gli scienziati – avrà l’impatto più grande nella porzione nord del Mar Caspio, perché molta dell’acqua in quell’area è inferiore ai cinque metri di profondità”. A tal ritmo, dunque, sette centimetri all’anno, tutta quella zona si prosciugherà in circa 75 anni, come è già successo con il lago d’Aral, con un danno economico e ambientale incalcolabile.

Il mar Caspio è nato a seguito del ritiro delle acque marine della Paratetide, che lasciarono indietro diversi specchi d’acqua più o meno grandi. Si tratta dunque di un relitto in fase di regresso: non solo i fondali sono in criptodepressione, ma il pelo d’acqua è sotto il livello marino. Il processo di ritiro delle acque, comunque, è caratterizzato da continui alti e bassi: in passato, il Caspio si era già ritirato nel suo bacino meridionale, più profondo a causa dell’assenza di immissari importanti.

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