Abbuffate natalizie e sensi di colpa post-Epifania. Tutti i consigli per non tralasciare la dieta

A Natale puoi.
Recita così il jingle di un noto spot televisivo e in realtà a Natale quasi tutto è concesso perché in vista e nel corso delle festività, come anche riporta la vulgata, “tutti sono più buoni”.
Una tendenza comune che facilmente si allarga ad ogni ambito, dallo scolastico al lavorativo per confluire nella cura di se stessi.
Dal 24 dicembre al 6 gennaio generalmente si congelano tutte le diete e i ferrei irrigidimenti da calendario legati alla propria alimentazione: niente privazioni, qualche sgarro alle regole ‘dietetiche’ è concesso. Da Santo Stefano il senso di colpa, e non solo, inizia a venire a galla, ma poco basta per riunirsi con gli amici per mettere da parte ogni titubanza concedendosi così al vasto ventaglio di dolci che le festività ogni anno ripropongono.
Come ha detto qualcuno, il Natale si santifica anche a tavola: no a morigeratezze caloriche che non gratificano il palato e chi ha preparato la cena o il pranzo. Via monoporzioni e su con cibi ipocalorici che con luminarie e addobbi fanno sentire tutti in festa.
La dieta la porterà il nuovo anno.
È infatti questo il primo consiglio che nutrizionisti ed esperti di alimentazione dispensano soprattutto a coloro che per tutto l’anno seguono un preciso calendario dei pasti. L’importante è rimettersi in pista nel post-natale. Ciò significa non saltare i pasti, ma ridurre le quantità; non imporsi tisane depurative se non se ne sente la necessità, non eliminare forzatamente dalla dieta i farinacei a favore della frutta che “illude” con il suo potere saziante.
Inoltre a Santo Stefano e affini è bene limitare anche spremute, centrifughe, estratti di frutta e verdura: il rischio è di berne in quantità, pensando di compiere una azione salutare, sottovalutando invece la quota calorica che questo alimento-bevanda apporta. “Meglio mangiare i vegetali ‘solidi’, in tutta a loro consistenza – commenta l’esperta – piuttosto che ingollarli sotto forma di liquidi, compreso minestroni, passati di verdura e zuppe in genere”.
Generalmente, per affrontare al meglio – e senza i famosi sensi di colpa – i pranzi post Natale e santo Stefano in molti saltano la colazione. Per i nutrizionisti in realtà il primo pasto della giornata non andrebbe mai saltato, neppure nei giorni più full dell’anno. Una volta seduti a tavola nei giorni post-feste va scelto un primo piatto di piccole proporzioni magari accompagnato da contorni come la verdura cotta di stagione: le crucifere tra cui cavolfiore, broccoli, verdura a foglia verde come erbette e spinaci e altre del momento quali la zucca & co, condite solo con aceto balsamico o un cucchiaino di senape.
Per la cena poi la parola chiave è leggerezza. Anche in questo caso un buon contorno green potrebbe essere la giusta soluzione ma da consumare preferibilmente cruda con due cucchiaini di olio. A fianco è perfetto un secondo piatto in quantità simile a una porzione da ristorante, pane integrale pari a 60-70 grammi per lei e a 80-90 per lui.
Oltre che dal cibo, tuttavia, il post-feste deve essere anche caratterizzato dal continuo movimento. Non si deve trattare necessariamente di palestra anche perché le feste sono anche un’occasione per rilassare la mentre e il corpo da stress di ogni tipo. Per questa ragione sempre consigliato è il sano movimento.
Una passeggiata, ad esempio.

Alessandro Notarnicola
Alessandro Notarnicola
Mi occupo di giornalismo e critica cinematografica. Dopo la laurea in Lettere e Filosofia nel 2013, nel 2016 ho conseguito la Laurea Magistrale in "Editoria e Scrittura". Da qualche anno mi sono concentrato sull'attività della Santa Sede e sui principali eventi che coinvolgono la Chiesa cattolica in Italia e nel mondo intero.
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